Le autorità locali hanno confermato solo che il sospettato era arrivato in Svezia nel 2014, che fu respinta la sua richiesta di asilo e che da febbraio era ricercato dalle forze dell’ordine. L’attentatore, secondo i media svedesi viveva in un appartamento in un sobborgo della zona meridionale con altre persone di nazionalità uzbeka. La Polizia durante una perquisizione nell’appartamento ha fermato diverse persone.
Il capo dell’intelligence Anders Thornberg ha dichiarato che le forze dell’ordine svedesi stanno monitorando da vicino i militanti dell’estrema destra per evitare possibili vendette, “Le cose sono in evoluzione. Ci sono conversazioni in cui si parla di farsi giustizia da soli. Molti sono arrabbiati, si parla di vendetta e di violenza”.