San Giovanni Bosco, pronto soccorso chiuso da settembre: ecco i motivi

Escrementi - Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli

Stavolta chiuderà per sempre. Dopo quella temporanea dello scorso mese di giugno – causata dalla presenza di insetti e scarafaggi – per il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco arriva, infatti, la chiusura definitiva: dal prossimo mese di settembre l’intera zona a nord di Napoli non potrà più contare su un importante centro ospedaliero di primo intervento.

Una chiusura che desta la preoccupazione della popolazione che ne usufruisce tuttora e del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il primo a lanciare l’allarme per la salute di una congrua utenza partenopea: “Il pronto soccorso del San Giovanni Bosco chiuderà a settembre e si rischia l’emergenza nel sistema sanitario a disposizione di Napoli e della provincia a Nord di Napoli“.

Il problema è rappresentato, tuttavia, dalla mancanza di personale, con l’impossibilità di riuscire a coprire tutti i turni e gli orari che andrebbero garantiti ai pazienti. A spiegarlo lo stesso direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni Bosco, il quale in una lettera – dopo aver elencato i vari problemi che deve affrontare nella gestione dell’ospedale – ha, nei fatti, annunciato la chiusura del pronto soccorso per un esiguo numero di medici e infermieri.

Che al San Giovanni Bosco ci fosse molto da lavorare per garantire un’assistenza sanitaria degna di questo nome l’avevo capito nel corso delle ispezioni, soprattutto notturne, che ho fatto nelle ultime settimane – ha spiegato Borrelli nelle vesti di componente della Commissione Sanità – ma la chiusura del pronto soccorso a partire dal prossimo 1 settembre è inaccettabile e bisogna trovare subito una soluzione. Non si possono lasciare decine di migliaia di persone senza un presidio sanitario di primo soccorso, mettendo a rischio la loro vita nel caso in cui avessero bisogno di un intervento urgente“.

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