Docente napoletano a Salvini: “Non vai d’accordo con l’istruzione, non ti sei laureato”

Matteo SalviniIl leader della Lega Nord, Matteo Salvini, non perde mai occasione di fare provocazioni e mandare frecciatine, questa volta nel suo mirino sono finiti gli insegnanti da lui così definiti:Sono dei privilegiati. Nessuno fa tre mesi di vacanza”. Spesso il parlamentare ha attaccato gli insegnanti e questa volta è arrivata la risposta di uno di loro.

Si legge su Il Mattino una lettera che un insegnante napoletano ha indirizzato a Salvini: “Caro Salvini non ci sentivamo da qualche giorno e non mi sei mancato. Per niente. Io capisco che con l’istruzione non ci vai molto d’accordo, tu che non sei riuscito a laurearti per scarsa applicazione e che parli quindi di cose di cui sei poco a conoscenza”.

L’insegnante elenca il tortuoso percorso che ha dovuto superare per poter oggi insegnare di ruolo nella scuola: “Allora lascia che il sottoscritto, un insegnante che per arrivare a conseguire un posto nella scuola ha dovuto sostenere circa 50 esami, e parlo di laurea triennale, laurea specialistica, abilitazione all’insegnamento, fare 10 anni di precariato in diverse regioni d’Italia e superare un concorso pubblico con oltre 10.000 candidati, dicevo, lascia che il sottoscritto ti istruisca un po’: secondo la tua analisi, probabilmente basata su leggende metropolitane, tipo gli immigrati ci rubano il lavoro e prendono 30 euro al giorno, noi insegnanti saremmo dei privilegiati perché rispetto ai nostri colleghi europei facciamo 3 mesi di vacanze.

Se è vero che il docente fa tre mesi di vacanza, e non sempre è così perchè ci sono gli esami di Stato fino a luglio e da fine agosto iniziano i corsi di recupero, è anche vero che gli stipendi sono molto più bassi di quelli dei colleghi europei: “Allora, intanto sarebbe opportuno stabilire che rispetto ai nostri colleghi europei, noi insegnanti italiani siamo pagati molto al di sotto della media. Molto meno rispetto ai colleghi di Germania, Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Finlandia e potrei continuare”.

E poi l’insegnante fa un confronto tra politici italiani e quelli europei. “Dalla nostra prospettiva invece, noi non possiamo contare su di voi politici italiani, perché non siete competenti come quelli europei e di certo non lavorate di più di quelli europei, ma inspiegabilmente guadagnate molto di più. Fino al 60 per cento in più”.

Tra l’altro le dichiarazioni stonano con quanto accaduto circa una settimana fa quando una professoressa nel Casertano è stata sfregiata al volto con un coltello da parte di un suo alunno che non voleva essere interrogato. Una notizia che ha fatto molto clamore e che ha posto la questione della sicurezza degli insegnanti e di quanto sia importante il loro lavoro per cercare di migliorare i ragazzi e dargli un futuro migliore attraverso la cultura.

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