Prigioniero in Senegal, ora cura i cavalli della Reggia di Carditello: la storia di Dahaba

Foto di Arci Caserta

Dahaba Mamadou Lamin è nato in Senegal nel 1994. Nel 2013 è dovuto scappare dal suo Paese a causa della guerra nella regione della Casamance, che lo ha visto prigioniero per 6 mesi, per poi essere liberato dal Movimento delle forze democratiche (Mfdc). In Africa ha lasciato due sorelle, alle quali invia dei soldi per mantenerle.

Dopo una vita difficile, nonostante la sua giovane età, Dahaba, sta imparando un mestiere grazie alla sua inclusione nel progetto “Carditello solidale”, che permette ai rifugiati di intraprendere un nuovo percorso di inclusione. Da aprile lavora nella reggia di Carditello, dove ha praticato un tirocinio per aiuto stalliere. “Sto imparando a gestire e prendermi cura dei cavalli – ha raccontato Dahaba a Repubblicadopo aver frequentato corsi di formazione per artigiani dell’alluminio, per pizzaiolo e addetto alla panificazione. Sono arrivato in italia nel 2015 dopo aver trascorso dei mesi in fuga tra Mali, Niger e Libia. Sono stato accolto dallo sprar di Santa Maria Capua Vetere e vivo con altri beneficiari in un appartamento a Santa Maria la Fossa. Nel 2017, a due anni dal mio arrivo in Italia, sono riuscito anche a conseguire la licenza media al Cpia di Caserta“.

Carditello Solidale è un ulteriore passo nelle strategia portata avanti dalla cooperativa Solidarci verso un’accoglienza che sia un bene comune per gli accolti e per la comunità – dice il presidente della cooperativa sociale Solidarci, Mara Vitiello. Tirocini che la cooperativa ha già attivato alla Reggia di Caserta, e che a breve partiranno anche all’anfiteatro e al museo di Santa Maria Capua Vetere. Tirocini che da un lato permettono la crescita formativa e culturale dei rifugiati e dall’altro contribuiscono al miglioramento della manutenzione e della fruibilità dei beni artistici e culturali presenti sul nostro territorio”, dice Mara Vitiello.

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