Permesso premio per un assassino di Franco Della Corte: festeggia i suoi 18 anni

È già bufera sui social (e non solo) per una notizia che risveglia in tutti i napoletani un doloroso ricordo. Un assassino di Franco Della Corte, la guardia giurata dell’Anm uccisa l’anno scorso a colpi di spranghe, ha ottenuto un permesso premio per festeggiare i suoi 18 anni, secondo quanto riportato da Il Mattino.

Era il 15 marzo 2018 quando Franco Della Corte, vigilante di 52 anni, morì in seguito alle ferite riportate in un’aggressione da parte di tre ragazzi, all’epoca dei fatti tutti minorenni. Il delitto si era consumato il 3 marzo. Franco Della Corte era in servizio all’ingresso della stazione della metro di Piscinola, quando fu colpito alla testa con una spranga di ferro.

Una violenza inaudita, soprattutto se rivolta a una figura che ha il compito di garantire l’ordine e la sicurezza. Le forze dell’ordine non impiegarono molto tempo a scovare i responsabili: il 15 marzo, lo stesso giorno della morte del vigilante, la polizia arrestò tre ragazzi minorenni.

Dopo il processo con rito abbreviato, i componenti della baby gang furono condannati a 16 anni e 6 mesi. Nel frattempo, un’intera città si era mobilitata per Franco Della Corte. La piazza di Piscinola si riempì di persone che organizzarono una fiaccolata di solidarietà in onore della vittima. Il presidente EAV chiedeva una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine e le aziende di trasporto atta a combattere la microdelinquenza.

La giustizia italiana, invece, sembra aver lanciato un segnale non molto positivo. I giudici, secondo quanto stabilito anche dagli assistenti sociali, hanno ritenuto giusto concedere un permesso speciale a un assassino di Franco Della Corte perché potesse festeggiare il diciottesimo compleanno con la famiglia, gli amici e la fidanzata.

Una delle familiari del detenuto ha naturalmente pubblicato alcune immagini sui social, scatenando le reazioni più disparate. Chi ha dato il proprio appoggio al ragazzo e alla scelta dei giudici, chi non ha nascosto la sua indignazione. C’è il sospetto che in questo provvedimento non ci sia nulla di educativo, e che sia solo un modo per sminuire una tragedia ancora viva nel cuore di molti.

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