Batteri resistenti agli antibiotici: a Napoli una ricerca per combatterli

Napoli – Nonostante gli innumerevoli mezzi della medicina moderna, l’essere umano deve combattere costantemente contro gli attacchi di batteri di ogni tipo. Infatti, così come le cure si evolvono, anche i nemici del nostro organismo lo fanno. Anzi, l’abuso di antibiotici tende a far nascere batteri sempre più resistenti che, spesso, si traducono in malattie letali ed incurabili per il malcapitato.

Per questo motivo è stato tanto l’interesse per il convegno tenutosi all’Orto Botanico di Napoli su “Terapia Fagica in alternativa agli antibiotici per la cura e la prevenzione di zoonosi”. I fagi sono virus che sfruttano in modo altamente specifico i batteri, come ospiti, cioè come macchinari della propria replicazione. Tali microorganismi possono, quindi, essere impiegati per “cannibalizzare” i batteri dall’interno debellandoli.

Un’equipe di medici napoletani e campani sta lavorando alla “terapia fagica”, cioè all’utilizzo di questi fagi per supportare o, addirittura, sostituire i rimedi tradizionali della medicina. Il progetto TERAPICA è affidato al laboratorio pubblico-privato MAReA, che vede tra i soci più rappresentativi l’Università Federico II e la Cosvitec. La ricerca si è sviluppata grazie ad un’intensa collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli Federico II.

Per ora, la ricerca si è concentrata sulla lotta ad un determinato batterio che grava, in particolare, sui polli. Tali risultati potranno presto essere applicati ad altre specie animali, per poi passare a prendere in considerazione i batteri che prendono di mira, principalmente, la razza umana.

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