Napoli, cura rivoluzionaria per bimbe con rachitismo: è la prima volta in Campania

La Clinica Pediatrica del Policlinico Vanvitelli è la prima in Campania a somministrare una cura rivoluzionaria per il rachitismo ereditario. I due casi trattati finora stanno raggiungendo risultati straordinari: la cura ha consentito di rilasciare anche un certificato di idoneità allo sport.

La Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli”, diretta dal professore Emanuele Miraglia del Giudice, è stata autorizzata dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) a somministrare il Burosumab, il farmaco che cura i bambini affetti da rachitismo ipofosfatemico legato all’X (XLH).

La dottoressa Anna Grandone, ricercatrice- pediatra – endocrinologa, sta personalmente seguendo due piccoli pazienti affetti da questo tipo di rachitismo. La patologia causa gravi deformità ossee, specie degli arti inferiori, con dolori e difetti della crescita. XLH è quindi una malattia fortemente invalidante, la cui storia naturale è completamente cambiata grazie all’uso del Burosumab.

Abbiamo in cura due bambini affetti da rachitismo ereditario, entrambi campani“, ha spiegato il Direttore Generale dell’AOU “Luigi Vanvitelli”, Antonio Giordano. “Altri due piccoli pazienti, in cura in ospedali del nord, saranno presto di ritorno in Campania presso la nostra Clinica.

Siamo Centro prescrittore autorizzati alla diagnosi e al trattamento delle varie forme di rachitismo ipofosfatemico. Il farmaco è costoso ma siamo riusciti ad ottenere la rimborsabilità. Una menzione, doverosa, va all’importante ruolo svolto dalla nostra Farmacia aziendale”.

Questo il percorso aziendale cominciato a giugno scorso: il farmaco Burosumab è stato somministrato a bambini di 4 e 10 anni ogni due settimane, sottocute. I risultati sono apprezzabili e visibili. La bambina di 10 anni ha ottenuto il certificato medico di idoneità per svolgere attività fisica, risultato impensabile fino a qualche mese fa.

Il medicinale in questione è un anticorpo monoclonale ricombinante umano che agisce intervenendo sulla perdita renale di fosfato. È indicato nei pazienti con XLH e rachitismo attivo da 1 a 12 anni di età, e va somministrato sottocute ogni due settimane fino alla conclusione della fase di sviluppo.

Questo farmaco rivoluzionario consente la crescita del bambino, migliora le deformità ossee e allevia con decisione i dolori della malattia. È di fatto superiore alla terapia convenzionale e, se somministrato precocemente, porta persino alla completa guarigione.

Cosa è accaduto in 8 mesi. Nelle due bambine si è registrato un miglioramento della qualità della vita. I livelli medi di fosfatasi alcalina sono migliorati, i dolori diminuiti, i parametri biometrici sono nella norma. Le bambine ora camminano in modo più regolare e le deformità ossee stanno migliorando visibilmente.

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