Coronavirus, aperta inchiesta su ospedale Alzano Lombardo per epidemia colposa

Coronavirus quarantenaLa Procura della Repubblica di Bergamo ha aperto un’inchiesta contro ignoti per epidemia colposa.

Troppi i dubbi sulla gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo, dove i casi di contagio da coronavirus sono stati troppi. Come riporta il corriere.it, i dubbi sono sulla gestione dei primi pazienti che si erano rivelati positivi al Covid-19 e sulla decisione, scattata il 23 febbraio, di chiudere e poi riaprire il pronto soccorso.

I carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Brescia hanno acquisito una serie di atti nel nosocomio di Alzano. Ora spunta un dossier, pubblicato dal corriere.it, su come si è diffuso il virus tra i reparti. E’ stato scoperto un focolaio dal quale si è sviluppato il contagio nella provincia di Bergamo a metà febbraio.

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Il documento spiega che nel periodo compreso fra il 13 febbraio e il 22 febbraio sono giunti presso il pronto soccorso dell’ospedale di Alzano alcuni pazienti “con diagnosi di accettazione polmonite/insufficienza respiratoria acuta”. Anziani con patologie pregresse che provenivano da Nembro e da comuni vicini. L’azienda ospedaliera si sarebbe giustificata dicendo che “nessuno dei pazienti ricoverati in tale periodo presentava le condizioni previste dal ministero della Salute per la definizione di caso sospetto“.

In pratica nessuno dei pazienti ricoverati era stato in Cina o era stato a contatto con positivi al Covid-19. Dal ricovero al sospetto e alla fase dei tamponi sono passati alcuni giorni, in cui pare si sia verificata la diffusione del virus nel reparto.

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Il 23 febbraio arrivano i risultati dei tamponi e scatta l’allarme, viene chiuso ed evacuato il pronto soccorso di Alzano. Quello che viene messo in risalto è che la sanificazione lì è durata appena due ore, a Codogno ad esempio tre giorni. Al 3 aprile, sono risultati positivi 1.895 pazienti e 479 operatori.

A difendere i sanitari dell’ospedale è intervenuto il prof. Massimo Galli, Direttore dell’Istituto di Scienze Biomediche all’Ospedale Sacco di Milano ad Agorà su Rai 3: “Che i medici di Alzano o di Codogno finiscano per fare i capri espiatori di questa vicenda questo lo trovo veramente indegno e inaccettabile“.

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