Federico II, prima in Italia per la sperimentazione della sanificazione UV allo xeno

La Federico II di Napoli raggiunge un nuovo grande traguardo, legato alla lotta al Coronavirus. Proprio dall’Università napoletana, infatti, è partita, per la prima volta in Italia, la sperimentazione della sanificazione UV allo xeno. A dirlo è IlMattino.

Gli esperti coinvolti nel progetto hanno dimostrato che la luce ultravioletta allo xeno è in grado di distruggere il Covid-19 e tutti gli altri agenti patogeni, all’interno degli ambienti contaminati.

La SAMS ha offerto gratuitamente i lavori previsti nel protocollo di studio e sperimentazione all’Università Federico II di Napoli.

Antonietta Rossi, biologo responsabile ufficio tecnico SAMS, ha spiegato: Questa tecnologia mira a distruggere il materiale genetico dei patogeni che va a colpire. Parliamo sia di DNA  batterico sia di RNA virale quindi, nello specifico, anche dell’attuale emergenza del Covid-19. È utile per vari aspetti: praticità, velocità ed efficacia in quanto si stima che circa il 99,9% dei patogeni vengano distrutti“.

Giovanni Gentile, amministratore SAMS, ha aggiunto: “Questa tecnica riesce a colpire tutte le superfici e l’area dell’ambiente che sanifichiamo. Non esiste rischio che vi sia zona non interessata dal trattamento. Anche gli oggetti presenti nell’ambiente vengono sanificati. È un intervento rapido, di pochi minuti, e non invasivo nel senso che non rilascia residui di agenti chimici o gassosi che possano danneggiare la salute umana”.

Marcello Gentile, direttore generale SAMS, ha evidenziato il beneficio economico che deriverebbe dall’utilizzo del trattamento: “Ogni anno nei nosocomi italiani si infettano circa 500.000 persone, di cui circa 6.000 ne muoiono. Facendo una sanificazione efficace ci proponiamo l’obiettivo di ridurre sensibilmente le infezioni e i morti. Questo rappresenta indubbiamente un grande vantaggio non solo sociale ma anche economico“.

Maria Tassi, prof. cattedra di igiene generale ed applicata, ha concluso: “Questa tecnica di disinfezione ambientale sarà sperimentata anche all’interno di strutture a rischio come sale operatorie e reparti Covid”.

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