Oggi Papa Francesco avrebbe dovuto visitare la Terra dei Fuochi: “Ci andrò, sicuro”

Papa Francesco promette una visita ad Acerra. “Oggi avrei dovuto recarmi ad Acerra per sostenere la fede di quella popolazione e l’impegno di quanti si adoperano per contrastare il dramma dell’inquinamento della cosiddetta Terra dei Fuochi. La mia visita è stata rimandata. Tuttavia invio al vescovo, ai sacerdoti, alle famiglie e all’intera comunità diocesana il mio saluto, la mia benedizione e il mio incoraggiamento in attesa di incontrarci appena possibile. Ci andrò, sicuro“.

Queste le parole di Papa Francesco pronunciate ieri mattina durante la preghiera del Regina Coeli dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico.

Monsignor Antonio Di Donna, Vescovo della Diocesi di Acerra, ringrazia il Papa per le belle parole spese per loro: “Ancora una volta diciamo grazie a Papa Francesco per la sua speciale attenzione alle nostre terre, alle diocesi più colpite dall’inquinamento e alle sofferenze della gente parole di ulteriore incoraggiamento a non abbassare la guardia di fronte al dramma ambientale, che rischia di passare in secondo piano in questo tempo di emergenza sanitaria da pandemia”, afferma ancora monsignor Antonio Di Donna, che aggiunge:

Lo aspettiamo ancora e speriamo di vederlo presto. Oggi come Chiesa di Acerra noi ci impegniamo a continuare a tenere ancora accesi i riflettori sull’inquinamento delle nostre terre e a risvegliare le coscienze” e giungere a quella che il Papa chiama “conversione ecologica”.

Il vescovo di Acerra ricorda inoltre che si tratta di un “impegno non solo nostro, ma comune ad altre nove diocesi del territorio compreso tra Napoli a Caserta”, che insieme hanno “coinvolto parroci e sacerdoti in un partecipatissimo incontro a Teano lo scorso 14 gennaio“, e proprio “ad Acerra lo scorso 18 aprile doveva tenersi un grande raduno dei vescovi italiani impegnati particolarmente per la difesa del creato nelle terre delle loro diocesi dove insistono siti inquinati di interesse nazionale“, anch’esso purtroppo rinviato a causa della pandemia.

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