Istat, prezzi al consumo: Napoli tra le città con l’inflazione più elevata

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L’Istat rende pubbliche le percentuali dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività: come conferma della stima preliminare, si è calcolato un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,5% su base annua (da -0,4% del mese precedente).

Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti Napoli è quarta tra le città con l’inflazione più elevata ( +o,3%), subito dopo Trento (+0,7%), Bolzano e Perugia (+0,5% per entrambe), a differenza di Verona e Venezia dove si registrano le flessioni più ampie ( rispettivamente -1,6% e -1,8%).

Secondo i dati Istat, l’inflazione negativa è determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -13,6% a -13,7%) e di quelli non regolamentati (da -9,0% a -8,6%), oltre al calo più netto dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,9% a -2,3%).

Secondo i dati istat dell’indice dei prezzi al consumo, si ha invece un aumento congiunturale dell’indice generale, dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,0%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%); in crescita anche i prezzi sia dei Beni alimentari lavorati (da +0,6% a +0,4%) sia di quelli non lavorati (da +2,5% a +2,0%), seppur in rallentamento.

Rispetto l’anno precedente, i prezzi di abbigliamento e calzature registrano una vistosa diminuzione congiunturale (-18,6%) molto più ampia di quella di agosto 2019 ( -6,6%): ciò è causato dall’avvio dei saldi nel mese di agosto, a differenza dell’anno scorso che iniziarono a luglio.

Come riportato sul sito dall’Istat, un’inflazione così negativa non si riscontra dall’aprile 2016.

Agosto registra il consueto aumento congiunturale dei prezzi al consumo dovuto a fattori stagionali legati alle vacanze estive che, quest’anno, si sovrappone alla riapertura di gran parte delle attività della filiera turistica. Ciononostante, per alcuni comparti dei servizi legati ai trasporti, la crescita dei prezzi su base mensile è inferiore a quella dello scorso anno, determinando una maggiore flessione tendenziale che si riflette su quella dell’indice generale.” commenta Istat, ritenendo inoltre che un inflazione così negativa non si riscontrasse dall’aprile 2016.

Ad agosto l’inflazione registra un ampliamento della flessione in tutte le ripartizioni geografiche: resta al di sopra della media nazionale nelle Isole (da -0,2% a -0,5%), mentre è al di sotto del dato nazionale nel Centro (da -0,4% a -0,6%), nel Nord- Ovest (da -0,5% a -0,7%) e nel Nord-Est (da -0,6% a -0,8%).

Come per le isole, stessi dati anche al Sud (da una variazione tendenziale nulla a -0,1%).

 

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