Coronavirus, la cura Paolo Ascierto riduce la mortalità nei pazienti in subintensiva: la conferma in uno studio

Tocilizumab Coronavirus Paolo Ascierto

In questi mesi si è molto discusso sull’efficacia dell’uso del tocilizumab sui pazienti affetti da Coronavirus. Alcuni studi diffusi dall’Aia non sembrerebbero mostrare grossi vantaggi, altri invece sì, specialmente sui pazienti ricoverati in subintensia e curati anche con altri farmaci. Ora un nuovo studio dà ragione alla cura Ascierto. Il trial di fase III Empacta della società Roche ha infatti valutato il farmaco per l’artrite in modo positivo.

La scoperta del medico campano è stata apprezzata in tutto il mondo nonostante le polemiche dei mesi scorsi con il collega milanese Galli. L’azienda Roche infatti ha verificato come il tocilizumab riduca del 44% il rischio di andare incontro a ventilazione meccanica o addirittura alla morte.

Come già specificato altre volte il farmaco per l’artrite viene utilizzato come cura per pazienti in terapia sub-intensiva. Questi infatti hanno ottenuto grandi benefici con il trattamento tutto campano.

Queste le parole del dottor Paolo Ascierto sulla cura per il Coronavirus a base di tocilizumab sulla propria pagina Facebook:

Ottime notizie oltreoceano dal trial di fase III EMPACTA che ha valutato l’efficacia del tocilizumab in aggiunta alle terapie standard rispetto alle sole terapie standard. Il tocilizumab si è mostrato utile nel ridurre del 44% il rischio di andare incontro a ventilazione meccanica o morte rispetto a chi non ha ricevuto il farmaco. Questo risultato avvalora quella che è stata la nostra impressione sul campo. Ovvero l’utilità del tocilizumab nel ridurre il rischio di aggravamento nei pazienti in subintesiva. Quando vi è una vera e propria tempesta citochinica in corso. Dimostrando che questo sottogruppo di pazienti può trarre beneficio dal trattamento con anti-interleuchina-6.”

Ottime notizie oltreoceano dal trial di fase III EMPACTA che ha valutato l’efficacia del tocilizumab in aggiunta alle…

Pubblicato da Dott. Paolo Antonio Ascierto – Oncologo e ricercatore italiano su Venerdì 18 settembre 2020

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