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Coronavirus, i consigli dei pediatri: “Troppi contagi tra i bambini, basta sbaciucchiarli”

Alcuni esperti concordano sulla possibilità di evitare il contagio da Covid-19 tra i bambini seguendo alcuni piccoli e semplici accorgimenti. A seguito dell’incremento di casi anche tra i minori, tra i medici che hanno lanciato l’allarme, sul rischio di incolumità dei più piccoli, il dott. Vincenzo Tipo, primario del Santobono, e l’onorevole e pediatra Paolo Siani.

Nello specifico, il dott. Tipo ha affrontato la questione sul proprio account Facebook, scrivendo: “Stiamo riscontrando un incremento di contagi tra i bambini da 0 a 15 anni. Solo al PS del Santobono ne registriamo 4-5 al giorno in buona parte con sintomi non particolarmente preoccupanti. Il 50% di questi sono bambini di età 0-3 mesi con madri negative al Covid. I sintomi sono febbre, inappetenza, irritabilità, diarrea, tosse e lievi difficoltà respiratorie.”

“Consideriamo altamente probabile che il contagio sia intrafamiliare ma non verticale (madre-figlio). I bambini vengono contagiati da persone in casa, diverse dalle madri. Secondo noi ciò è riconducibile alla cattiva abitudine di frequentare spesso e insistentemente una casa dove c’è un neonato, di sbaciucchiarlo continuamente, di passarselo di braccia in braccia e di fare tutte quelle moine a noi tutti fin troppo note. Questo non è possibile!”

Per la tutela dei bambini, organismi fragili e suscettibili, il primario consiglia di:

  • limitare, se non evitare, visite di parenti, amici, conoscenti e vari;
  • vietare a tutti (compreso padre e fratelli) di stare vicino al bambino senza indossare una mascherina;
  • non lasciare baciare il bimbo;
  • manipolare il bambino solo dopo aver lavato le mani ed usato un gel idroalcolico;
  • tenerlo in un ambiente tranquillo e poco frequentato;
  • arieggiare spesso l’ambiente di soggiorno.

Questi, dunque, i consigli dell’esperto per evitare il contagio da Covid-19 tra i bambini, a sua detta sempre più frequenti e preoccupanti.

Sulla stessa scia, il dott. Siani che, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, evidenzia: “A marzo non mi è mai capitato, ma ora ricevo sempre più spesso telefonate dai genitori dei miei pazienti per avvertirmi che i figli hanno contratto il Covid. Il contagio dei bambini nella nostra regione è un dato che mi preoccupa molto.”

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