Caos Tamponi, in Campania diventa obbligatoria la prescrizione per laboratori privati

In Campania, a partire da oggi venerdì 13 novembre, se si vorranno effettuare dei tamponi in un laboratorio privato bisognerà presentare la prescrizione del medico di base. Si tratta quindi di allungare i tempi e creare ancora più caos in un sistema sanitario sempre più al collasso.

Fino ad oggi c’erano due strade, quella dell’Asl e quella dei laboratori privati. Tante volte infatti i cittadini si sono recati presso queste strutture perché apparentemente non c’erano gli estremi per chiamare in causa l’Asl. Tutto avveniva molto semplicemente recandosi presso il laboratorio e sottoponendosi a tampone.

A partire da oggi però le cose cambiano. Per sottoporsi al test del tampone bisogna avere una prescrizione del medico. Una novità che lascia perplessi sia i cittadini sia alcuni addetti ai lavori. Gennaro Lamberti, presidente di FederLab, uno dei più grandi laboratori d’analisi, si è espresso in malo modo puntando ferocemente il dito contro questa nuova funzione.

Il presidente Lamberti lamenta innanzitutto il fatto che i medici di base, per mancanza di tempo e personale, non riescono a seguire al meglio tutti i loro pazienti. ciò significa che con una nuova incombenza il tempo a disposizione si ridurrebbe ulteriormente. Lo stesso Lamberti poi punta anche il dito contro De Luca.

Queste le parole di Gennaro Lamberti, presidente di FederLab, sulla prescrizione per i tamponi in Campania, riportate da Repubblica: “Ma é una barzelletta o vogliono nascondere i numeri del contagio? Se non fosse vero, ci sarebbe da ridere perché realmente questa storia assume il sapore della barzelletta. Ma vi pare possibile che i medici di base, tuttora alle prese con enormi difficoltà anche nell’assicurare le visite domiciliari ai propri pazienti, possano mai chiedere alle persone di recarsi nei loro ambulatori per farsi prescrivere il tampone sottoponendoli, così, al rischio di file ed assembramenti?

Solo chi vive fuori dalla realtà può pensare una cosa del genere. Ma chi controllerà le code agli ingressi dei centri di analisi privati, per vedere chi ha la ricetta medica e chi no? E chi garantirà l’ordine pubblico? Un altro colpo di ramazza per nascondere la polvere sotto il tappeto. Chiedo venia, ma a questo punto mi sorge forte il dubbio, per non dire il sospetto, che sia solo un modo per evitare che si conoscano i numeri reali del contagio. Il governatore De Luca spieghi ai suoi concittadini che non sono liberi di scegliere da soli e che devono chiamare il medico anche per sottoporsi ad un esame a pagamento.”

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