Covid, medici in Campania denunciano: “Già costretti a scegliere chi curare e chi no”

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La situazione in Campania per quanto riguarda i posti in ospedale è un piccolo giallo. Se nei consueti bollettini della Regione risultano disponibili 3.160 posti su 2.077 occupati, la situazione secondo i racconti di pazienti e dei medici è ben diversa.

E’ infatti difficile trovare un posto nelle strutture sanitarie. Ora a raccontare quello che sta accadendo in alcuni ospedali campani è Pierino Di Silverio, componente dell’esecutivo Anaao-Assomed nazionale e vice segretario regionale Campania. Parole rilasciate all’Adnkronos:

“La situazione sanitaria nella Campania zona rossa è allo stremo, ogni giorno ricevo centinaia di messaggi di colleghi che dicono tutti la stessa cosa: non ce la facciamo più, non è vero che abbiamo ancora posti letto disponibili per pazienti Covid. Cominciamo a dover scegliere chi curare e chi no“.

A risultare positivi non solo soltanto i pazienti ma anche il personale medico, come denunciato anche dal sindacato degli infermieri che parla di 500 contagi al giorno:

“Nell’ultimo mese e mezzo si è infettato in Campania il 30% degli operatori. Nelle prossime settimane sarà sempre peggio e se la curva non si raffredda noi scoppiamo. Abbiamo una valanga di pazienti che necessità di cure, non tutti da terapia intensiva, ma che restano troppo tempo in ospedale”.

Poi lancia un appello alle istituzioni a cooperare per il bene dei cittadini:

“Nessuno vuole colpevolizzare e crocifiggere ma stiamo soffrendo e alla fine e restiamo da soli. Isolati con le istituzioni che decidono senza ascoltarci e i pazienti, che non sapendo contro chi protestare, iniziano a darci addosso. C’è sulla gestione dell’emergenza Covid in Campania un rimpallo di responsabilità tra la Regione e il Governo. Una deresponsabilizzazione di cui dovrebbero vergognarsi entrambi. Viene chiuso il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per farci un Covid Hospital, dove in questo momento ci sono 4 pazienti in un reparto a bassa intensità di cura che se peggiorano vanno trasferiti. Intanto però si è chiuso un servizio ai cittadini che chiedono assistenza”.

Di Silverio conclude con un affondo all’unità di crisi campana:

“L’unità di crisi messa in piedi dalla Campania non è in grado di rispondere all’emergenza. Ci sono solo due medici, uno è il responsabile del 118 e uno è un collega ospedaliero. Ma dove sono i medici che stanno in prima linea? Perché non ha inserito anche le parti sociali? E’ chiaro che c’è una lacuna di competenze nelle gestione dell’organizzazione con un effetto a domino sugli ospedali. E’ ora che il governatore apra gli occhi e ascolti chi sta in trincea, perché quella che combattiamo ogni giorno è una guerra contro il Covid”.

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