Gattuso su Maradona: “Qui è più popolare di S.Gennaro. Ora farà compagnia a mia sorella”

gattuso maradonaGattuso ricorda Maradona. Ieri al “San Paolo” di Napoli – magari tra qualche giorno “Stadio Diego Armando Maradona” – è stata una partita surreale per gli azzurri, la prima partita senza Diego. I ragazzi di mister Gattuso sono riusciti a portare a casa una vittoria importantissima ai fini della classifica, che ha strappato un sorriso ai tifosi in una giornata di dolore.

Proprio Gattuso al termine della partita contro il Rijeka vinta per 2 a 0 ha parlato ai microfono di Sky Sport di quello che Maradona ha significato per la città di Napoli: ” Ho avuto la possibilità di parlare moltissime volte con Diego, di cenare con lui. Ma il mio grande rammarico è non essere riuscito a dargli una scarpata da giocatore“, ricorda l’allenatore con un sorriso. “Ha fatto cose straordinarie, anche se ha sbagliato nella vita privata. E non morirà mai, perché è una leggenda. Le leggende vivono. Ora Maradona andrà a far compagnia a tante persone, come mia sorella“.

La sorella del mister ad inizio giugno ha peso la vita giovanissima, a soli 37 anni, a causa di un malore improvviso che l’aveva colpito all’inizio del 2020.

Gattuso poi spiega la figura di Maradona, simbolo della città partenopea: “Maradona non è stato solo il calciatore che ha vinto ma, anche l’orgoglio di questa città, indossandone la maglia e rappresentando un popolo intero. Tanti ragazzi oggi si chiamano Diego in suo onore. Penso che sia perfino più popolare di San Gennaro. Questa è Napoli, una città particolare con un’atmosfera e una gioia incredibili: mi sembra di vivere a Rio. Ormai ero al nord da anni, ma io sono sempre rimasto ‘terrone’ dentro“.

Stesso dopo la partita alcuni componenti dello staff, in prima linea il capitano Lorenzo Insigne, sono andati ad omaggiare Diego fuori lo stadio portando un mazzo di fiori sotto quella targa che i tifosi partenopei hanno già dedicato al loro mito di sempre, al salvatore che ha fatto vincere il sud sul nord, i poveri sui ricchi e sul razzismo.

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