Napoli con la metropolitana più bella del mondo ma non al servizio di tutti

Metropolitana Toledo

Lucia Valenzi, figlia disabile dell’ex e amato sindaco Maurizio, denuncia l’impossibilità di usufruire dei mezzi pubblici a Napoli per un disabile. Diverse sono state le richieste ‘di aiuto’ , sollecitando chi di dovere ad ascoltare e accogliere le problematiche, ma nonostante una parvenza di interesse, tutto poi è tornato ‘all’anormalità’. Non si può definire normale una città che non  si presenta all’avanguardia per le misure urbane che rendono indipendenti i disabili. L’errore principale viene commesso tutte le volte in cui un disabile viene trattato o pensato come un peso, ‘ un diverso’. Il disabile da sempre non è altro che una persona come tutte noi, e come tale ha diritto ai nostri stessi servizi. Non è forse anche lui un cittadino che paga le tasse? E allora perchè non rendere possibili determinati servizi anche per loro che tra l’altro gli spettano di diritto?

Napoli che vuole sempre essere al passo con i tempi si dimostra antica e per niente all’avanguardia in merito. La stessa Lucia Valenzi, ha dimostrato agli organi competenti quanto sia facile e poco dispendioso rendere agevole la vita di un disabile senza necessariamente emarginarlo e farlo sentire diverso, ma a quanto pare inutili sono stati i suoi tentativi, tanto da costringere la signora Valenzi a denunciare pubblicamente ai canali Mediaset con Striscia la Notizia e Le Iene, le mancanze della bella città partenopea.

Ecco la lettera denuncia:

“Segnalo l’inadempienza dell’ex Metronapoli oggi inglobata nell’Azienda Napoletana di Mobilità, partecipata del Comune di Napoli. Sono una persona disabile non in grado di deambulare e utilizzo una sedia a rotelle elettronica. Questo tipo di sedia garantisce molta autonomia ma è anchemolto pesante (oltre i 100 kg) a causa delle due batterie piombo gel di cui è dotata, e quindi è difficile da manovrare manualmente per chi vogliaaiutare il disabile a superare anche un singoloscalino. La linea 1 della Metropolitana di Napoli, di cui a Capodanno è stata inaugurata l’importantestazione di piazza Garibaldi, prevede ascensori, percorsi e segnaletica per le persone disabili su sedia a rotelle.Ma i treni hanno un significativodislivello rispetto alla banchina, in sostanza uno scalino abbastanza alto. Poco dopo l’apertura di piazza Garibaldi, un altro disabile con problemisimili sollevò il problema e ottenne un serviziogiornalistico di denuncia nel telegiornale regionaledi Rai Tre.In seguito ad alcune mie lettere e al servizio televisivo fummo convocati il 12 febbraio 2014 ad una riunione presso gli uffici dellaMetropolitana, con la presenza autorevole delDirettore Produzione Esercizio e Manutenzioni Vincenzo Orazzo. I tecnici ci rappresentaronoalcune difficoltà a trasformare le banchine. Di rimando proposi il metodo utilizzato dalla metropolitana di Berlino. Qualcosa di estremamente semplice ed economico: unatavoletta pieghevole di metallo abbastanza leggerada poter essere trasportabile, da appoggiare al momento in cui ce n’è bisogno e da togliere subito dopo. 

L’ing. Orazzo insieme agli altri furono d’accordo a dotare i conducenti di ogni treno di una di queste tavolette incaricandoli di metterla e toglierla al momento su richiesta del disabile. Naturalmente il disabile avrebbe comunicato al conducente la stazione in cui desiderava scendere e questi avrebbe ugualmente provveduto ad apporre la tavoletta al momento dell’arrivo.Poco tempo dopo sono stati fatti dei sopralluoghi anche con la mia presenza e si è constatata la buona funzionalità di questa soluzione.DA ALLORA (4 MESI) PERO’ PIU’ NULLA.Sono quattro mesi che nonostante ripetuti solleciti non si procede a realizzare quanto stabilito. Una risposta incomprensibile del’Amministratore delegato Alberto Ramaglia, che ho incontrato in un evento pubblico, è stata che poiché sono state accorpate più aziende in una, ora non può fare previsioni su quando faranno questo acquisto, perché si stanno ristrutturando.Si tenga conto che a fronte di un’opera faraonica avviata da quasi 40 anni (il primo “buco” è del 1976) con stazioni d’arte pubblicizzate in tutto il mondo, una di queste tavolette non può costare più di 300,00 € e ne servono solo pochi esemplari una per ogni cabina del conducente (non so forse 4 o 5 locomotive motrici), a fronte di ciò si risolverebbe un grande problema per questa categoria di disabili. Ultima considerazione : tutti gli altri mezzi pubblici di trasporto urbani a Napoli sono praticamente inaccessibili. Napoli avrà anche la Metropolitana più bella del mondo, ma non è una città per disabili”.

 

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