Napoli, anche il presepe in lockdown: i Re Magi con mascherina e autodichiarazione

Una coppia napoletana, Carolina e Giuseppe, lei artista e lui avvocato, hanno realizzato nella loro casa/studio un presepe ai tempi del covid. Oltre ai classici pastori che siamo abituati a vedere ogni anno, infatti, sono stati inseriti alcuni segni che rappresentano questo sciagurato anno come l’amuchina e le pizze a domicilio.

Il prossimo sarà un Natale diverso da quelli che abbiamo sempre vissuto. Nessuno si sarebbe mai aspettato di viverlo in questo modo. Quando la pandemia scoppiò a marzo tutto ciò era inimmaginabile. Eppure ci ritroviamo oggi ad affrontare quella che è da molti definita come la festa più bella dell’anno, all’insegna delle restrizioni.

I napoletani però non per questo non affrontano le festività con la loro immancabile genialità e ironia. Nei giorni scorsi ad esempio un benizinaio del Vomero ha deciso di salutare il 202o con una frase molto eloquente. Mentre nel caso di Carolina e Giuseppe l’ironia è stata trasmessa direttamente su uno dei simboli del Natale, il presepe.

Sono presenti alcuni elementi del nostro quotidiano come il totem per l’Amuchina ed il Napisan per disinfettare. Ed ancora i pacchi spediti da Amazon e Zalando al posto dei tradizionali doni. Le pizze a domicilio con Just Eat e Uber Eats. L’autodichiarazione che i Re Magi esibiscono per giustificare la loro presenza fuori regione. Il pannello in plexiglass a protezione della natività con tanto di cartelli di obbligo di distanziamento sociale e uso della mascherina.

Queste le parole di Carolina Ciuccio e Giuseppe Mattinucci aul presepe ai tempi del covid: “Anche i pastori nel 2020 dovrebbero portare la mascherina. Il simbolo della tradizioni ai tempi del coronavirus non vuole essere né blasfemo né catastrofico. Semplicemente rappresentare un simbolo della tradizione in maniera attuale. Lo abbiamo pensato e costruito calandolo nella realtà in cui viviamo. Piena di contraddizioni e novità con le quali ogni giorno, che ci piaccia o no, dobbiamo rapportarci.”

 

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