Vaccino Astrazeneca, consegnate meno dosi in Campania: rallenta la campagna per le forze dell’ordine

coronavirus vaccini somministrati

La Regione Campania ha ricevuto meno dosi di vaccino Astrazeneca rispetto a quelle previste. Delle 54.900 fiale previste ne sono arrivate circa 49.000: un taglio che potrebbe rallentare la campagna dedicata alle forze dell’ordine.

Campania, ricevute meno dosi del vaccino Astrazeneca

Sono ormai mesi che la Regione lamenta il problema della carenza di dosi. Alcuni ritardi erano già stati riscontrati nelle consegne dell’azienda Pfizer, costringendo il Presidente De Luca a sollecitare il commissario Arcuri per l’invio immediato di ulteriori dosi.

Inoltre, nel corso delle ultime conferenze, De Luca ha denunciato uno squilibrio nella distribuzione dei vaccini durante la prima fase, sottolineando la necessità di recuperare le dosi perse. Ad oggi, la campagna vaccinale sta proseguendo, inglobando nel calendario delle categorie prioritarie anche gli ultra 80enni. Il prossimo step sarà dedicato al personale scolastico e alle forze dell’ordine ma con il ritardo di Astrazeneca la somministrazione per queste ultime potrebbe slittare.

Ugo Trama, membro dell’Unità di Crisi, al giornalista Antonio Di Costanzo de ‘La Repubblica’, ha dichiarato: “Avremmo potuto vaccinare altre 5.900 persone ma non ci fermiamo. Andremo avanti con quello che abbiamo. Dobbiamo andare avanti con una programmazione fluida. Programmiamo a lungo termine ma poi siamo costretti a rimodulare ogni istante. Vi assicuro che è una cosa estenuante, con i direttori generali delle Asl lavoriamo h24 per prendere decisioni immediate”.

Meno ottimista rimane, invece, il Presidente campano che nel corso del suo ultimo aggiornamento alla cittadinanza, ha commentato la questione dicendo: “L’obiettivo è arrivare a 4 milioni 600 mila persone da vaccinare. Se andiamo avanti con questo ritmo, a causa dei mancati arrivi dei vaccini, ci metteremo 2 o 3 anni per completare la vaccinazione dei nostri cittadini. Questo ci espone ad un pericolo grave: quello dell’emergere di nuovi varianti anche non coperte dai vaccini. Questo sarebbe un problema drammatico. I tempi di somministrazione del vaccino sono decisivi”.

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