Nuovo Dpcm, Speranza: “Non ci sono le condizioni per evitare le misure di contrasto alla pandemia”

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Senato ha commentato le nuove misure per fronteggiare l’emergenza corononavirus, in vista della scadenza, al prossimo 5 marzo, del Dpcm attualmente in vigore.

Speranza al Senato sulle nuove misure

Queste le sue parole: “Siamo all’ultimo miglio, ad un passaggio decisivo per vincere questa lunga battaglia che stiamo conducendo da mesi. Adesso, ancor più che in altre fasi, serve uno sforzo unitario. Argineremo il virus grazie alla scienza e al lavoro quotidiano del nostro personale sanitario. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel”.

Tuttavia, per il ritorno ad una parziale normalità bisogna agire con ulteriori restrizioni: “In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per evitare le misure di contrasto alla pandemia”.

“Non dobbiamo sottovalutare i rischi per tentare di evitare una nuova diffusione incontrollata del contagio che metterebbe nuovamente in crisi i nostri ospedali e renderebbe più difficile la nostra campagna di vaccinazione. Non è un problema italiano, è il mondo nel quale viviamo che non è in una condizione di sicurezza. Si fanno strada varianti con un tasso di contagiosità elevato e resta molto alto il numero delle vittime. In Europa abbiamo un contagiato ogni 10 abitanti, un dato che esprime la forza e la pericolosità di questo virus.”

Prima di passare al caso italiano, ha ricordato le misure adottate da altri Paesi europei, molti dei quali ancora in lockdown: “Le principali nazioni europee hanno scelto dopo la prima ondata una linea comune di massimo rigore per arginare la diffusione della pandemia. L’Italia si muove nel solco della linea europea di prudenza, cautela e diritto alla salute”.

Già è stato approvato il decreto che proroga il blocco agli spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e impone il limite di due persone per le visite ai parenti in area gialla e arancione: “Sarebbe un grave errore se all’improvviso affrontassimo in modo diverso dalle altre nazioni la parte finale della lunga emergenza che stiamo vivendo. Differenziare le misure sul piano regionale ci consente di agire in modo proporzionale all’effettiva situazione di contagio. Questo ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati. Altri paesi in Europa ne hanno fatti due o addirittura tre”.

“Analizzando la curva del contagio è fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza. Anche grazie alle misure severe il nostro tasso di incidenza è migliore rispetto a quello di altri Paesi ma i dati vanno letti nella loro progressiva evoluzione”.

Stando agli ultimi report diffusi dalla Cabina di Regia, si assiste ad un graduale incremento del contagio: “Anche le terapie intensive, in cinque Regioni, superano la soglia critica. L’Rt si avvia ad oltrepassare la soglia dell’1 e ciò significa che il numero di contagi aumenta in modo significativo. Un nuovo aumento potrebbe causare un sovraccarico dei servizi sanitari. Per affrontare quest’ultimo miglio, mentre va avanti la vaccinazione, è fondamentale non perdere la memoria dei mesi che abbiamo alle spalle”.

A preoccupare gli esperti è la diffusione dei nuovi ceppi: “Circolano varianti pericolose e contagiose che condizioneranno l’epidemia nel suo complesso. La variante inglese è presente ormai diffusamente in gran parte del territorio nazionale. L’ultimo studio ne certifica la presenza nel 17,8% dei casi ed è un dato in forte crescita”.

“Presto sarà prevalente nel nostro Paese. La sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette l’efficacia dei vaccini. Quanto alla brasiliana e sudafricana, maggiormente insidiose, potrebbero ridurre l’efficacia vaccinale. Per ora la loro circolazione è ristretta quindi è ancora possibile contenerne la diffusione”.

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