Covid, molteplici allerte segnalate in Campania. Rezza: “Mesi cruciali. Servono misure tempestive”

Nel corso della conferenza stampa del Ministero della Salute, la prima del mese di marzo, sono stati presentati i dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

Ministero della Salute, prima conferenza di marzo: i dati del Monitoraggio Regionale

Silvio Brusaferro, Presidente Iss, ha illustrato i dati della settimana: “In Europa circolano le varianti, bisogna tenere alto l’alert e le misure di contenimento. C’è un aumento di nuovi casi in Europa e anche in Italia stiamo vivendo questa situazione. Nelle ultime settimane c’è un dato di crescita che ognuno può constatare nel flusso quotidiano dei dati”.

“In quasi tutte le Regioni il contagio sta crescendo. Umbria e Bolzano hanno una decrescita significativa. Queste hanno adottato misure di restrizioni particolarmente severe, le cosiddette zone rosse, e questo è il risultato delle adozioni di tali restrizioni”.

“La ricrescita riguarda anche le fasce di età più giovani. Rispetto al resto della popolazione il fatto che gli operatori sanitari siano in larghissima parte vaccinati comincia ad avere i suoi effetti anche nella curva dell’incidenza. Stessa cosa vale per gli 80enni anche se c’è una ricrescita”.

“Il dato sui focolai nelle strutture assistenziali ed RSA continua a decrescere mentre vengono segnalati alcuni focolai presso le strutture ospedaliere e questo può collegarsi all’incidenza delle nuove varianti, in particolare quella inglese”.

“L’RT ha superato l’1 e questa non è una buona notizia, è un indicatore di crescita dell’epidemia. L’obiettivo è di riportarlo rapidamente sotto l’1. Quasi tutte le Regioni hanno un Rt che supera l’1. Questo è un dato rilevante, un segnale importantissimo di necessità di adozione tempestiva di misure di mitigazione a livello nazionale e regionale. In crescita anche l’andamento dei ricoveri, ulteriore segnale di grande attenzione. L’elemento resilienza dei servizi sanitari va salvaguardato”.

Quanto alla valutazione del rischio su base regionale c’è soltanto una Regione a basso rischio, 6 si collocano nella fascia di rischio alto e le restanti in quella moderata. Nello specifico la Campania, con un Rt del 0.96, nella classificazione complessiva di rischio mostra la dicitura: “Rischio alto, molteplici allerte di resilienza”. 

“Ci sono 6 Regioni a rischio alto, ciò vuol dire che sono sotto stress. L’incidenza sta aumentando a livello nazionale. Ci siamo dati come soglia importante i 50 casi per 100.00 abitanti ma in questo caso ci avviciniamo ai 250 che è una soglia di allarme rispetto alla quale è fondamentale prendere provvedimenti di mitigazione. Questo va sottolineato e porta a riflettere sul tema di monitorare con grande attenzione quanto sta avvenendo. Ci sono cinque regioni che hanno superato la soglia dei 250, altre la raggiungeranno nel corso della settimana corrente”.

A preoccupare è il tema varianti: “Quella inglese è ormai largamente dominante nello scenario italiano ma preoccupano anche le altre come la brasiliana, la sudafricana. Dovremmo conviverci con queste varianti. Bisogna intervenire in maniera tempestiva e radicale per contenerle. Un tema che diventa ancora più complesso e meritevole di intervento tempestivo laddove si tratti di varianti che ancora dobbiamo conoscere completamente e che potrebbero mettere a rischio l’efficacia dei vaccini”.

Sulla stessa scia Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione: “Abbiamo un aumento dell’Rt da considerare come primo segnale d’allarme così come la tendenza in aumento dei ricoveri. Si vedono gli effetti di un cambiamento di qualità dell’epidemia e quell’allarme varianti che avevamo dato. Una mezza buona notizia è il fatto che, con queste varianti, pare che l’immunità del vaccino sia migliore di quella che consegue con la malattia naturale”.

“La brasiliana è molto meno studiata. Ha una trasmissibilità sovrapponibile a quella inglese e ha questo problema di conformazione particolare della spike che ci preoccupa di più. Possiamo fare uno sforzo maggiore per contenerla. Abbiamo invitato tutti, a prescindere dal colore, a implementare misure di restrizione e contenimento maggiori. Bisogna fermarla in tutti modi, ne va della prosecuzione e del successo della campagna vaccinale e anche del futuro dell’epidemia nel nostro paese”.

“Abbiamo 1 o 2 mesi davanti che sono cruciali. Si spera, con un’opera di contenimento e vaccinazione, di trovarci avvantaggiati nel momento in cui ci avvicineremo alla stagione calda che di per sé ha già un effetto positivo sull’andamento dei virus respiratori. Il momento è critico dal punto di vista della tendenza ma possiamo intervenire in maniera adatta in modo da tenere sotto controllo queste infezioni se interveniamo tempestivamente”.

Potrebbe anche interessarti