Murales, altarini e scritte con rimandi alla criminalità: al via la rimozione a Napoli

Foto fb Alessandra Clemente


“Finalmente ci muoviamo: via i murales ed altarini evocativi di gesti criminali.”
È con queste parole che l’assessore Mario Morcone in un comunicato della Regione Campania annuncia l’inizio dell’opera di rimozione partita nella giornata di oggi a Napoli e destinata a proseguire nelle prossime.

A San Pietro a Patierno, all’ingresso della Villa Comunale in via Ortolani, è stata cancellata la scritta “Benny vive” dedicata a Benvenuto Gallo, ucciso a Novembre in un agguato di camorra. A San Giovanni a Teduccio, invece, è stato rimosso un altarino allestito in memoria di Ciro Varrello, deceduto in circostanze analoghe.

Le operazioni sono state svolte dagli operai del Comune di Napoli, che si sono avvalsi del supporto delle forze dell’ordine per ragioni di ordine pubblico. Come comunicato dalla Prefettura:

“Gli interventi proseguiranno con la finalità di ripristinare il rispetto della legalità attraverso la progressiva rimozione di manufatti o altri simboli che insistono abusivamente sulla pubblica via, ferma restando l’eventuale sussistenza di specifici reati”.

“Sono contento che tutta la parte sana della città si è apertamente schierata per superare questa pratica degradante e vergognosa” – ha proseguito l’assessore Morcone. “Una volta tanto centrodestra e centrosinistra sono uniti nel sostegno politico ad una doverosa attività istituzionale e di difesa della legalità. Andiamo avanti senza incertezze.”

Tra i murales già eliminati si annovera quello raffigurante Luigi Carafa, la cui rimozione era stata disposta dagli Uffici del Comune di Napoli il 24 Gennaio. Il Tar ha invece sospeso la cancellazione di quello dedicato a Ugo Russo, ucciso in seguito a un tentativo di rapina effettuato ai danni di un carabiniere in borghese.

E proprio la famiglia e gli amici di Ugo Russo nei giorni scorsi sono scesi in strada per chiedere verità e giustizia.

“Mio figlio è stato assassinato, ha avuto un colpo dietro la testa, ancora non sappiamo i risultati dell’autopsia dopo un anno, c’è il segreto istruttorio. Per questo non smetterò mai di chiedere verità e giustizia”.

Come scritto dall’Assessore Alessandra Clemente:

“Ci mettiamo la faccia. Sono partite questa mattina le operazioni di rimozione di murales e “altarini” riconducibili a eventi o persone riferibili alla criminalità organizzata. Esistono i segni del potere ma anche il potere dei segni. Un’azione importante che continueremo a portare avanti affinché sia forte il segno di Napoli città anticamorra e che fa nei territori della dignità del lavoro e della cultura strumenti di contrasto alle organizzazioni criminali. Il programma di interventi proseguirà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con la finalità di ripristinare il rispetto della legalità con la progressiva rimozione di manufatti o altri simboli che insistono abusivamente sulla pubblica via, ferma restando l’eventuale sussistenza di specifici reati. Stamane, in particolare, con l’assistenza delle Forze dell’ordine, abbiamo rimosso una scritta realizzata all’ingresso della Villa Comunale in via Ortolani, nel quartiere San Pietro a Patierno, e un “altarino” installato all’interno del parco “Troisi”, nel quartiere San Giovanni. In seguito a quanto stabilito nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’area metropolitana dello scorso 4 marzo, alla quale ho partecipato come delegata dal Sindaco Luigi de Magistris, presieduta dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini, alla presenza dei vertici territoriali delle Forze dell’Ordine, della Procura della Repubblica presso il Tribunale e della Procura generale presso la Corte d’Appello, nonché in relazione a quanto definito a livello operativo nel successivo tavolo tecnico di coordinamento tenuto in Questura alla presenza di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale”.

Ci mettiamo la faccia.
Sono partite questa mattina le operazioni di rimozione di #murales e “altarini” riconducibili a…

Pubblicato da Alessandra Clemente su Mercoledì 10 marzo 2021

Potrebbe anche interessarti