Covid, Rezza: “Molti milioni di dosi in arrivo. Bisognerà vaccinare i giovani”

Anche oggi si è tenuta la consueta conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di Regia, in cui è stata ribadita l’importanza della vaccinazione che ben presto sarà estesa anche ai giovani.

Monitoraggio regionale, Rezza: “Contiamo sulla vaccinazione, anche dei giovani”

Il Presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro, ha illustrato i dati settimanali: “Nel nostro Paese c’è una decrescita lenta della curva che si traduce anche nella decrescita dell’incidenza. Stando al flusso dell’ISS questa è passata dai 157 casi per 100.000 abitanti, della scorsa settimana, a 146. Anche il flusso del Ministero della Salute, calcolato a ieri sera, mostra una diminuzione dai 159 casi ai 148. L’età mediana è in lieve diminuzione attestandosi a 42 anni rispetto ai 43 della settimana precedente. L’età mediana del primo ricovero è in diminuzione ed è a 66 anni rispetto ai 67 della settimana precedente”.

“L’RT è dello 0,85, sotto l’1 anche negli intervalli di confidenza più elevati. I ricoveri nelle aree mediche sono scesi ulteriormente e la saturazione è al 32% (il 40% è la soglia critica). Anche le terapie intensive sono in decrescita, tocchiamo la soglia del 30% quindi stiamo scendendo lentamente. Per quanto riguarda le vaccinazioni i numeri sono costantemente in crescita e riguardano soprattutto le prime dosi. Dagli 80 in su siamo oltre l’80%, per la fascia 70-79 ci avviciniamo al 60%”.

“In sintesi siamo in uno scenario di tipo 1 quindi di un RT con limite inferiore sotto l’1 presente in tutte le Regioni tranne 2. Quasi tutte sono a rischio moderato, 10 a rischio basso. Si conferma la discesa dei nuovi casi e dei ricoveri ma il quadro complessivo resta ancora impegnativo. L’incidenza è in netta diminuzione ma è ancora molto elevata, occorrono misure di mitigazione per evitare aggregazioni”.

“Uno dei problemi è la circolazione della variante inglese e altri ceppi rispetto ai quali bisogna essere molto attenti. Occorre mantenere cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia. Il virus varia ma non tutte le varianti ci devono preoccupare. Quando c’è un aumento di trasmissibilità, virulenza, capacità di sfuggire alla risposta immunitaria bisogna preoccuparsi. Stando ai risultati di una survey condotta, il 92% dei casi nel nostro Paese si legano alla circolazione della variante UK. Poi c’è la brasiliana che rimane abbastanza costante intorno al 4,5%. La sudafricana e nigeriana hanno numeri limitati”.

“La variante inglese ormai è la variante di base nella trasmissione del nostro Paese. Bisogna abbassare l’incidenza perché avere meno casi consente di intervenire tempestivamente laddove dovessero insorgere, e continueranno a farlo anche in futuro, nuove varianti”.

Prosegue il professor Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute: “La notizia migliore riguarda la decongestione dell’occupazione dei posti in area medica che va sotto la soglia critica. Se ci sono delle riaperture è chiaro che la situazione va monitorata con molta attenzione.

“Non possiamo più parlare di variante inglese perché è il ceppo predominante nel nostro Paese con capacità di trasmissione maggiore. Questo impone la necessaria attenzione nelle misure di prevenzione e controllo. La variante indiana non è di preoccupazione in questo momento, deve essere investigata per capirne bene le caratteristiche”.

“L’epidemia in India non è in gran parte sostenuta da questa variante ma probabilmente da quella inglese. Parliamo di un Paese di 1 miliardo e oltre di abitanti n cui non sono state prese misure precauzionali e quando il virus si riproduce molto purtroppo fa errori. Noi abbiamo preso delle precauzioni per la mobilità dall’India con screening, quarantena vigilata e di nuovo tampone. Si fa di tutto per cercare di evitare che i virus arrivino ma questi viaggiano insieme agli uomini”.

“Quello su cui contiamo molto sono le vaccinazioni, abbiamo superato finalmente questo numero delle 500.000 vaccinazioni al giorno. Il numero delle dosi in arrivo è in crescita soprattutto per i mesi di maggio e giugno. Avremo molti milioni di dosi a disposizione. Completiamo presto e bene la campagna per gli anziani e fragili. Dopo di loro, avendo abbattuto la mortalità e il carico di malattia grave, bisognerà passare ai giovani, giovani adulti che sostengono la trasmissione dell’infezione per metterne sotto controllo la circolazione”

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