Sequestrata una cava di calcare: amianto e altri rifiuti nei pressi delle falde a San Felice a cancello

sequestrata una cava di calcare
Foto Facebook – Forestale di Caserta

Una cava di calcare è stata sequestrata nella giornata di oggi, 8 luglio. In seguito ad una complessa attività investigativa la Procura della Repubblica, i militari appartenenti al Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta e la Stazione Carabinieri Forestale di Caserta hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo della cava di calcare situata nel comune di San Felice a Cancello (CE), emesso dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Gli iniziali accertamenti, svolti con la collaborazione dei tecnici dell’ARPAC del Dipartimento Provinciale di Caserta avevano già permesso d’individuare la presenza di rifiuti speciali, anche pericolosi, del tipo materiali da costruzione contenenti anche amianto, insieme a materiali di riempimento utilizzati per il ripristino morfologico del sito di cava interessato da attività di estrazione abusiva di calcare che, a seguito di ordinanza emessa dal Genio Civile di Caserta, doveva essere effettuata con l’utilizzo di solo materiale calcareo.

San Felice a Cancello-sequestrata una cava di calcare

La cava di calcare in oggetto venne già posta in sequestro probatorio, il 17 dicembre 2019, su disposizione di questa Procura, al fine di svolgere gli accertamenti tecnici e documentali sui materiali di riporto utilizzati per le operazioni di ripristino morfologico.

I successivi accertamenti svolti dai tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici (NA) su incarico di questa Procura, mediante escavazioni, carotaggi, prelievo ed analisi dei campioni dei materiali presenti nelle pareti dei saggi di scavo e da quelli estratti a mezzo dei carotaggi, nonché delle acque di falda, indagini fisiche del tipo geosismiche, hanno permesso di stabilire la non idoneità dei materiali di riempimento utilizzati per il ripristino morfologico in quanto contenenti: arsenico, berillio, piombo, solfati, floruri e cromo totale.

I materiali causavano compromissione e deterioramento delle acque di falda sottostanti la cava di calcare, nelle quali, per effetto della penetrazione della falda per lisciviazione dei rifiuti usati per il riempimento, erano presenti idrocarburi totali, nonché ferro e selenio in quantità superiori alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione.

Tutto questo comporta seri reati di gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche gli accertamenti eseguiti a mezzo di immagini satellitari, hanno permesso di stabilire che le attività di riempimento erano state eseguite nel periodo compreso tra il 14 giugno 2019 e il 6 agosto 2019, mentre tale periodo non ha trovato concordanza con i 554 documenti di trasporto di movimentazione dei materiali utilizzati per il riempimento, in quanto questi ultimi risultano formulati nel periodo compreso tra il 1 agosto 2019 e  il 31 agosto 2019.

Tale discordanza temporale non ha permesso quindi di ricostruire la tracciabilità dell’ingente quantità dei materiali di riempimento, per un volume stimato superiore ai 10.000 mc, utilizzati per il ripristino morfologico del sito di cava.

L’indagine aveva avuto origine da una segnalazione formalizzata a questa Procura della Repubblica dal Genio Civile di Caserta che, nel corso di un’ispezione amministrativa, aveva accertato le estrazioni abusive di calcare nel sito estrattivo e che aveva imposto il ripristino morfologico dello stato dei luoghi

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