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Campania, si rinnova il dolore per i militari uccisi a Kabul: “Non sono morti invano”

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Nel corso di questi ultimi venti anni sono stati ben 54 i soldati morti in missione in Afghanistan, compresi giovani campani, e le notizie provenienti da Kabul non fanno altro che accentuare il dolore dei familiari.

Soldati morti in Afghanistan: si rinnova il dolore dei familiari

L’insediamento dei talebani a Kabul fa temere il peggio tanto da spingere la popolazione a mettere in atto pericolosi tentativi di fuga. Diversi Paesi si stanno attivando per accogliere i profughi afghani, compresa l’Italia. Quanto alla Campania la stessa Regione ha sollevato la questione seguita da diverse amministrazioni comunali che si sono mostrate disponibili a tendere la mano verso i fuggitivi.

La stessa Campania ha perso valorosi soldati nel corso di quella lunga battaglia che, per alcuni, adesso potrebbe sembrare vana. Massimiliano Randino, Roberto Valente, Gaetano Tuccillo sono solo alcuni degli uomini stroncati in missione, tutti di origine campana, e oggi più che mai il dramma delle loro famiglie sembra rinnovarsi.

Massimiliano Randino, nato a Pagani nel 1977, residente prima a Cava de’ Tirreni poi a Nocera Superiore, ha perso la vita a Kabul il 17 settembre del 2019, a seguito dell’esplosione di un’autobomba che uccise sei militari italiani della Folgore oltre che diversi civili afghani.

In un’intervista rilasciata al giornalista Antonio di Costanzo de ‘La Repubblica’, la mamma di Massimiliano ha commentato le notizie provenienti dall’Afghanistan: “Provo amarezza e tristezza. Soprattutto, per quelle donne, quelle bambine, che saranno vendute come oggetti, costrette a sposarsi a sconosciuti. Ma mio figlio non è morto invano, ha compiuto il suo dovere e lo ricorderò sempre come un eroe”.

Rabbia e dolore trapelano nelle parole della vedova di Roberto Valente, nato a Napoli nel 1972, città in cui risiedeva, morto anche lui, a soli 37 anni, durante l’esplosione che stroncò la vita di Massimiliano. Alla giornalista Conchita Sannino de ‘La Repubblica’, la donna ha rivelato: “Guardo le immagini da Kabul e mi chiedo come tutto sia stato inutile, tante vittime, tanti funerali di Stato, tanto dolore. Anche il nostro Roberto che desiderava rientrare a casa e avere una vita normale. Una ferita devastante si rinnova per me e mio figlio”.

Ancor prima, nel 13 febbraio del 2008, a perdere la vita era stato Giovanni Pezzulo, di Carinola, a seguito di uno scontro a fuoco. Ancora, il 2 luglio 2011 a rimanere vittima di un attacco fu Gaetano Tuccillo, originario di Palma Campania. Un lungo elenco di nomi che non fanno altro che sottolineare la valorosità di questi uomini che si sono battuti per offrire una speranza al popolo afghano.

Durante la tragedia del 2009 fu ferito anche Ferdinando Buono, di San Giovanni a Teduccio, che, a ‘La Repubblica’, ha dichiarato: “Non abbiamo fallito,  abbiamo svolto il nostro compito. Sono stati i potenti a decidere che doveva finire così. Io rifarei tutto. Non riesco nemmeno a descrivere la gioia sui volti dei bambini che assistevamo consegnando loro cibo, aiuti, solidarietà”. 

Di qui l’intervento del Premier Draghi che, al TG1, ha spiegato: “Voglio rivolgere un messaggio di affetto sincero alle famiglie dei 54 caduti. L’Italia ha perso 54 soldati nel corso di questi 20 anni e circa 700 feriti. Alle loro famiglie voglio dire che il loro sacrificio non è stato vano, hanno difeso i valori per cui erano stati inviati, le libertà fondamentali e i diritti delle donne, hanno fatto operazioni per prevenire il terrorismo, hanno fatto del bene. Per me e per tutti gli italiani, e lo dico alle loro famiglie, loro sono eroi”.

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