Green Pass a lavoro, de Gregorio: “Ci potrebbero essere conseguenze serie sui trasporti”

Sta per scattare l’ora “x”, venerdì 15 sarà il giorno in cui dipendenti e aziende avranno l’obbligo di green pass. Un argomento che ha scatenato numerose polemiche – e anche molti scontri – e che per ora ancora non ha una soluzione per coloro i quali non hanno un certificato verde.

A parlare delle problematiche che l’obbligo di green pass potrebbe causare nel mondo del lavoro – in questo caso dei trasporti – è il presidente dell’Eav, Umberto de Gregorio a Radio Crc: “La tematica del green pass è stata sottovalutata. Creerà problematiche non di poco conto. Soltanto da lunedì noi abbiamo la possibilità – grazie ad un decreto uscito sabato – di chiedere ai lavoratori se abbiano il green pass o meno. Prima di lunedì funzionava che il 15 si sarebbe saputo se un treno o un pullman sarebbero partiti o meno in base ai green pass dei lavoratori. 

E’ un problema che è stato sottovaluto perché non sappiamo ancora se ci viene tolto o meno il 5-8% della forza lavoro. Il secondo problema è che queste persone rimarranno senza stipendio e non è una cosa marginale, è un problema sociale che potrebbe determinare proteste. 

Il provvedimento va nella direzione giusta di spingere le persone alla vaccinazione ma, allo stesso modo, pone delle problematiche organizzative consistenti“.

Lo stesso allarme è stato lanciato da Confesercenti Campania, che ha lanciato un campanello d’allarme sulla possibile chiusura di 5mila imprese di lavoro. “Mi riferisco agli chef stellati e non, ai maestri artigiani, ai sarti, ai tappezzieri e ai modellatori: se, per disparati motivi, non sono vaccinati e non vogliono farlo, con la sospensione dal lavoro dei no vax l’azienda rischia di dover chiudere, perché da un giorno all’altro quel ristorante o quell’attività perde in un sol colpo cuoco o artigiano, qualità delle pietanze o dei prodotti e quindi clienti, fatturato e incassi” – ha sottolineato il presidente Vincenzo Schiavo.

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