Sposi al cimitero, lo scatto è virale ma esplode la polemica: “Il dolore è riservato”

sposi cimitero
Foto Facebook – Gargiulo Fotografi

Una foto commovente, due sposi intenti a pregare al cimitero davanti alla tomba dei propri cari. E’ lo scatto che ha immortalato il fotografo Antonio Gargiulo e che egli stesso ha deciso di postare sui social per condividere con tutti l’emozione che ha provato scattandola.

Ci sono immagini, momenti, che non possono essere commentati. Ieri (Lunedì 25 ndr.) mi son ritrovato li con voi in un momento speciale, intimo e pieno d’amore. Osservavo cercando di raccontare l’amore di un figlio verso una mamma diventata angelo. GRAZIE di cuore Patrizio per la grande emozione che mi hai fatto vivere“.

La foto è stata scatta a Sant’Antonio Abate e non è la prima di questo genere. Lo scorso settembre una foto molto simile, la sposa pregava davanti alla tomba del papà, era stata scatta a Mugnano e aveva commosso tutti. Questa volta però non tutti hanno accolto favorevolmente la foto. Alcuni commenti sotto al post infatti sono polemici, accusano i fotografi di una nuova “moda”, quella della spettacolarizzazione del dolore.

È la seconda foto che vedo in pochi giorni di sposi in un cimitero. È una “trovata” dei fotografi? Gli sposi possono andare prima o dopo a pregare e ringraziare i loro cari. Entrare vestiti da sposi in un cimitero per me è solo spettacolo. Il dolore è muto e riservato” – scrive un utente. E ancora un’ altro: “Come siamo caduti in basso, ormai tutto è ostentazione“.

C’è invece chi ha apprezzato lo scatto e ne difende l’idea: “Trovo questa foto stupenda ed emozionante. In un giorno importante pregare e ringraziare i propri cari è un grande atto d’amore“. E ancora: “Ognuno è libero di vivere il dolore come meglio crede, io in ciò vedo solo un figlio che amava la madre al punto tale da renderle omaggio nel giorno del suo matrimonio, dato che la vita gliel’ha strappata troppo in fretta! La cosa per me scioccante è che esistano persone in grado di giudicare dei gesti così intimi e “sacri”“.

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