Save the Children, è allarme in Campania: un bambino su 3 vive in povertà relativa

Ancora una volta, il rapporto di Save the Children non fotografa una buona situazione per l’Italia intera e in particolare per la Campania. Secondo l’Atlante dell’Infanzia 2021, nella nostra regione un bambino su 3 è a rischio povertà.

Con l’“Atlante dell’infanzia a rischio”, l’organizzazione Save the Children fornisce ogni anno una panoramica sulla condizione dei minori a rischio nel nostro paese, elaborando dati e riflessioni. Quest’anno, il rapporto non poteva non tener conto della pandemia di covid-19, che ha avuto risvolti particolarmente negativi sui più piccoli, sugli adolescenti e su tutti gli studenti.

Fra gli indicatori più preoccupanti vi è indubbiamente quello relativo alla povertà relativa, che ha colpito sempre più minori in Italia ma con un’incidenza marcata al Sud. In Campania, secondo il rapporto di Save the Children, i minori in povertà relativa nel 2020 rappresentavano il 34,4%, ossia 1 bambino su 3: si tratta della percentuale più alta del nostro paese (la media italiana è del 20,4%).

A livello di natalità, il 2020 ha fatto registrare l’ennesima riduzione generalizzata. Il numero medio di figli per donna registrato nel 2020 era di 1,24 (a fronte di 1,40 nel 2008). L’Italia appare sempre più distante dal livello di sostituzione, ossia quel livello che consentirebbe di mantenere la popolazione stabile nel tempo, garantendo il ricambio generazionale.

Ad oggi, Napoli rappresenta una delle province con l’incidenza più alta dei minori sul totale della popolazione (percentuale che va dal 16,9 al 18,8%). Un altro dato preoccupante, tuttavia, riguarda i minori che vivono in città inquinate: ad oggi questi rappresentano il 21,3% dei minori italiani. Sotto questo aspetto, Napoli è collocata nella fascia di rischio medio-alta, mentre le città più a rischio per i valori legati alle polveri sottili si trovano al Nord.

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