Ambiente, De Luca: “Non possiamo lasciare ai nostri figli l’emergenza rifiuti, è ridicolo”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine della presentazione degli Stati generali sull’ambiente in Campania – Green Med Symposium, in programma dall’8 al 10 giugno a Napoli, ha fatto il punto con la stampa sugli interventi da mettere in campo per la tutela dell’ambiente e la gestione dei rifiuti.

De Luca su ambiente e rifiuti: “Non possiamo lasciare l’emergenza ai nostri figli”

“Per noi è un’occasione per fare un bilancio del lavoro fatto in campo di politiche ambientali e l’occasione per portare a Napoli un grande evento che è Ecomondo, la fiera che si svolge a Rimini. E’ il più grande evento relativo all’economia circolare che si svolga in Europa insieme con la fiera di Monaco” – ha dichiarato il Governatore.

“Presenteremo il quadro del lavoro immane fatto e lo stato del lavoro per quanto riguarda l’eliminazione delle ecoballe. Abbiamo già avuto un risultato straordinario che è la cancellazione di un terzo della sanzione europea. Credo che entro l’anno elimineremo tutta la sanzione perché abbiamo cominciato a realizzare impianti per lo smaltimento di ecoballe. Dobbiamo accelerare ma questo dipende molto dai Comuni”.

“Abbiamo pienamente in corso il lavoro per il ciclo delle acque, il più grande investimento che facciamo per il Pnrr sarà la diga di Campolattaro a Benevento. Dobbiamo lavorare per fare nuove reti idriche, per evitare di perdere per strada la metà dell’acqua che mettiamo in rete, completare i grandi progetti di depurazione e disinquinamento che riguardano l’area Nord di Napoli e il recupero del Sarno”.

“Entro un anno e mezzo saremo la regione d’Italia più ambientalmente avanzata. Nessuno ha fatto controlli così intensi su terreni agricoli, falde acquifere, emissioni atmosferiche. Abbiamo risolto anche un problema strutturale cioè lasciare a chi verrà dopo di noi un ambiente assolutamente vivibile e gradevole”.

Sulla messa in sicurezza dell’inceneritore di Acerra ha detto: “E’ una richiesta che ci ha fatto A2A, la società che gestisce Acerra. Ci ha segnalato che da qui a qualche anno avremo un problema drammatico di manutenzione e anche sostituzione di alcune reti. Dobbiamo prepararci, occorrono decine di milioni di euro, non sono piccoli interventi”.

“Dobbiamo essere previdenti e non arrivare ogni volta con l’acqua alla gola. Non dobbiamo rischiare che si chiuda l’impianto di Acerra e non sappiamo dove diavolo portare migliaia di tonnellate di rifiute. Dobbiamo mettere in piedi una volta tanto una programmazione certa. Occorrono non meno di 70/80 milioni di euro. Vediamo se i gestori sono in grado di fare un investimento loro ma se non lo sono come Regione dobbiamo investire questa somma per avere una linea di riserva che ci consenta di fare manutenzione”.

Quanto agli impianti di compostaggio: “Già in qualche realtà abbiamo ripreso in mano il problema perché diventa ridicolo. A Salerno abbiamo realizzato un impianto 18 anni fa in area industriale fatto in maniera corretta con tutti i filtri. Diventa assurdo registrare ancora resistenze che non hanno nessuna base scientifica. Dobbiamo muoverci perché dobbiamo risolvere definitivamente il problema dell’autonomia ambientale della Regione Campania. Non possiamo lasciare ai nostri figli ancora per anni l’emergenza rifiuti, è una cosa ridicola e intollerabile.

“Quando ce ne andremo, fra molti anni ovviamente, dovremo lasciare a chi verrà dopo di noi una Regione assolutamente all’avanguardia dal punto di vista della qualità dell’ambiente e delle acque, della depurazione e dell’autonomia nel ciclo dei rifiuti”.

Infine ha rivolto ancora una volta un pensiero a Ciriaco De Mita: “Sono stato questa mattina ad Avellino a porgere le condoglianze alla famiglia. E’ stato una grandissima figura della politica del nostro Paese, uno degli esponenti principali del cattolicesimo democratico, uno dei pochi uomini politici che hanno cercato di legare sempre all’azione politica la riflessione di lungo periodo. Dobbiamo ricordarlo come l’esponente politico che ha riflettuto di più sull’importanza di una riforma istituzionale e costituzionale. Perdiamo una grande personalità e quando pensiamo a queste figure misuriamo la distanza abissale che c’è fra questi personaggi e l’attuale ceto politico del nostro Paese”.

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