“Voi napoletani qui non dovete venire. Scostumati”: l’episodio di razzismo a Firenze

Un’insegnante di inglese napoletana, attraverso un video diffuso su Tik Tok, ha denunciato un episodio di razzismo subito all’interno della Galleria degli Uffizi di Firenze, da parte di una visitatrice che avrebbe inveito contro di lei, attaccando Napoli e le sue origini partenopee.

Insegnante napoletana: “Ho subito un grave episodio di razzismo a Firenze”

“Mi vedete con una faccia molto provata, sono molto nervosa e mi viene quasi da piangere. Alla Galleria degli Uffizi ho subito un gravissimo episodio di razzismo” – inizia così il suo racconto la giovane donna, denunciando quanto accaduto sul web.

“Fa molto caldo qui, abbiamo fatto le rampe di scale e ho avuto un giramento di testa. Non avevo l’acqua e ci siamo diretti verso il bar attraversando il corridoio centrale della Galleria. Arrivati lì c’era una fila molto lunga ma non capivo se fosse solo per il terrazzino esterno del bar o anche solo per prendere un po’ d’acqua. Visto che non mi sentivo bene ho cercato di fare un passo avanti rispetto a una ragazza (una cretina) per chiedere spiegazioni alle persone della caffetteria” – prosegue.

“Siete napoletani. Voi napoletani qui non ci dovete venire. Siete scostumati e volete saltare la fila. Al Nord non ci dovete andare perché siete scostumati e non vi sapete comportare” – le avrebbe risposto la visitatrice che era in fila con lei.

Di qui la reazione dell’insegnante partenopea: “Io non ci ho visto più, sono partita a razzo. Ha cominciato ad alzare la voce, mi è venuta in viso, molto vicina. Non avrei mai alzato le mani ma ero molto arrabbiata. Ho un mix tra tristezza, rabbia e mi tremano anche molto le mani. Forse avrei dovuto reagire diversamente ma davanti a questi episodi di razzismo non riesco a passare avanti”.

Immediata la replica social, in risposta al video, della Galleria degli Uffizi: “La prossima volta che vieni agli Uffizi segnala qualsiasi problema al nostro personale in sala. Personale, tra l’altro, per lo più campano”.


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