New York Magazine: “ecco la mia storia d’amore con Napoli”

New York Magazine: “ecco la mia storia d'amore con Napoli”

Un’altra dichiarazione d’amore è giunta a Napoli da New York, questa volta però dal New York Magazine e non dal New York Times, che aveva definito Napoli migliore sia dell’America che di Venezia, Roma e Firenze. A scrivere l’articolo è Amanda Ruggeri, dalle chiare origini italiane, e racconta come la sua prima volta nella città di Partenope fu per lei quasi un trauma: arrivo di notte a Piazza Garibaldi, in piena emergenza rifiuti, cui si aggiunsero i ritmi e le regole di una città che non si possono imparare in una sola volta, come a Roma per esempio, ma vanno vissuti e interiorizzati col tempo. Napoli è una città di rivela poco alla volta per diventare sempre più straordinaria agli occhi del visitatore, che scopre storia, cultura e gioielli come fosse una caccia al tesoro.

È stato alla terza visita che Napoli ha conquistato Amanda. Ogni volta c’era sempre meno spazzatura, meno di quella che si trova a Manhattan in un normale Sabato sera, ogni volta si scioglievano ansie e paure derivanti da una cattiva fama che gli Italiani (non i Napoletani, al massimo i napolesi) esportano poi all’estero, e allora la ragazza ha cominciato a guardare la città come la guarda chi ci vive, ha visto la bellezza negli scugnizzi che giocano a pallone in piazza, nelle innumerevoli chiese custodi di altrettanto innumerevoli opere d’arte, nel caffè del bar Mexico, nelle sfogliatelle di Attanasio, nella musica e nei balli improvvisati la sera tardi in strada, nel panaro calato per comprare le sigarette, nelle opere d’arte di Capodimonte e del Museo Archeologico, e così via; soprattutto, però, Napoli ha conquistato Amanda perché non è mai noiosa, perché tutto può accadere in qualunque momento, ci sono sempre vitalità ed energia.

Qualcuno dice che anche i Napoletani dovrebbero cominciare a guardare Napoli in questo modo: noi lo abbiamo sempre fatto, abbiamo sempre parlato dell’unicità di questa città, la più bella e bella da vivere del mondo. Sono gli altri che scoprono l’acqua calda soltanto oggi, solo perché lo dicono gli Americani.

Per leggere l’articolo di Amanda Ruggeri su New York magazine, è possibile cliccare qui.

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