Aria compressa nell’intestino. Prima di Napoli altri casi in Italia

compressore

Inquietante il bollettino degli “scherzi” finiti in tragedia con l’aria compressa. Prima del caso di Napoli altri episodi simili sono avvenuti in diverse città italiane. Come è stato già ampiamente ricostruito, quello di Pianura non rientra nella casistica del gioco, essendo frutto di un’ottusa violenza e di una sconcertante volontà di sopraffazione a differenza però di altre vicende di casa nostra, nate dalla cattiva abitudine di giocare come non si dovrebbe.

Scherzi inammissibili, che nascono dalla idiozia e dall‘apatia mentale, come quello capitato lo scorso anno ad un ragazzo di 17 anni di Aosta a cui fu perforato l’intestino (con gravissime lesioni anche agli organi genitali) da un compagno di classe che, immotivatamente, gli aveva ‘sparato’ un getto d’aria sul fondoschiena con un compressore.

Due anni fa a Pordenone un operaio di 49 anni di Aviano fu trasportato di corsa al proto soccorso dopo che un suo collega, per gioco, gli aveva puntato all’altezza dell’ano un piccolo compressore utilizzato sul posto di lavoro per sparare chiodi. L’uomo fu costretto a portare, per un anno intero, un sacchetto intestinale esterno.

Episodio simile nel 1992 quando a Mulazzano (Lodi) Mohammed Abutaher, 32 anni e originario del Bangladesh, fu trasportato in prognosi riservata all’ospedale Predabissi di Melegnano perché sottoposto ad un simile trattamento da un suo collega. L’uomo intento a ripulire la tuta con una pistola collegata a un compressore d’aria, fu affiancato da un compagno che, per gioco, gli scaricò un getto d‘aria compressa direttamente nell‘intestino. Mohammed non ha mai più ripreso la sua vita di sempre.

Siamo proprio sicuri che, anche in simili casi, si può veramente parlare di uno scherzo? Che non siano proprio simili precedenti ad aver creato, ai colpevoli e ai familiari, l’alibi perfetto per provare a giocarsi la carta dello scherzo innocente e senza malizia?

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