Pompei, ritrovati vasi in argilla pronti per essere infornati

Boccalino a pareti sottili crudo rid

Pompei, Necropoli di Porta Ercolano. Documentata una vasta produzione vasaia: ritrovati decine di vasi in argilla cruda pronti per essere infornati.

Così il comunicato stampa della Soprintendenza Speciale di Pompei annuncia il ritrovamento presso Porta Ercolano, immediatamente fuori le mura dell’antica città, di vasellame di argilla crudo composto da boccalini decorati a parete sottile usati per bere o contenere alimenti, i cosiddetti “pignattini” descritti dagli scavatori dell’800, ritrovati nella fornace della bottega di un vasaio pronti per essere infornati. L’indagine archeologica, finanziata  dal Ministero degli Affari Esteri Francese, è stata condotta dalla Soprintendenza in collaborazione con il Centre Jean Bérard e dell’École Française de Rome e dedicata all’”Artigianato e all’Economia a Pompei“. Un programma di ricerca avviato dieci anni fa per lo studio dell’organizzazione, gestione e trasformazione di una zona suburbana tra spazio funerario e spazio commerciale.

Si arricchisce così il corredo culinario dell’antica Pompei che ci restituisce, tra recipienti e torni da lavoro le tradizioni alimentari e gli strumenti utilizzati per la lavorazione della ceramiche. Studi che ci permettono di documentare l’attività artigianale dei ceramisti dell’epoca, il tipo di produzione e la data di inizio.

Ciotolina stracotta scoperta nella fornace grande
Ciotolina stracotta scoperta nella fornace grande

Accanto alla fornace con il vasellame pronto per la cottura, è stata identificato uno spazio di lavoro con quattro torni di vasai, anfore con resti di argilla cruda, vasi caduti da una mensola e una serie di attrezzi, oggetti fino ad ora mai documentati che ci aiutano nella ricostruzione delle tecniche antiche durante il I sec d.C., poco prima che il Vesuvio immortalasse con la sua furia distruttiva la vita degli antichi Pompeiani. Altre fornaci, inoltre, sono state ritrovate in un’altra bottega che contenevano tra la cenere della camera di combustione frammenti di ceramica e nell’altra bottega altri boccalini e ciotoline a pareti sottili.

Stanza di lavoro del vasaio con diversi fasi attestate

Lo scavo di ricerca è stato condotto sotto la direzione di Laëtitia Cavassa (CNRS, Centre Camille Jullian di Aix-en-Provence, UMR 7299 e il Centre Jean Bérard di Napoli, USR 3133) con la collaborazione di Bastien Lemaire ed è stato finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Francese tramite il Centre Jean Bérard di Napoli, con il finanziamento di mecenati francesi privati (CMD² e Neptunia).

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