VIDEO/ “Si’ na preta”, la nuova canzone di Gigione ispirata al “complimento” a Rose Villain
Feb 20, 2025 - Giuseppe Mennella
Gigione canta la sua nuova hit: "Si' na preta"
Si intitola “Si’ na preta” la nuova canzone di Gigione, lanciata sui social a pochi giorni da quell’urlo lanciato a Sanremo verso Rose Villain e diventato ben presto virale.
Gigione canta “Si’ na preta”
Ritmo incalzante, melodia semplice e testo ammiccante: è la “ricetta” di Gigione per quello che punta ad essere uno dei tormentoni partenopei della prossima estate.
Quasi certamente “ispirato” da quell’urlo nell’Ariston rivolto a Rose Villain da parte di un ammiratore durante la prima serata del Festival di Sanremo di quest’anno, catturato dai microfoni della RAI e diventato virale: “Si’ na preta”.
Da qui il titolo dell’ultima hit del poliedrico cantante partenopeo, presentata sui suoi canali social con l’immancabile balletto dalle movenze abbastanza eloquenti.
“Si’ na preta”, il video con balletto sui social
Gigione si esibisce con tanto di coreografia e “vestiti di scena”: l’immancabile berretto e gli occhiali da sole sulla sua nuova hit.
“Si’ na preta”, al momento, non è ancora sulle piattaforme di streaming ma promette di far saltare il pubblico di cerimonie, feste di piazza e sagre in tutto il sud Italia. L’artista, originario di Boscotrecase, è infatti stato più volte definito il “re delle sagre” proprio per la sua popolarità in quei contesti festosi.
Nel testo anche “trezziare”: cosa significa
Non soltanto un riferimento all’urlo sanremese “Si’ na preta” ma anche la citazione, all’interno del testo, di una parola attinta da un napoletano che si va perdendo: “Una bella trezziata / M”a facesse insieme a te”.
Trezziare è un termine tutto partenopeo molto in voga tra i giocatori di carte ed in quel contesto identifica il gesto di scoprire le proprie carte pian piano, con fare quasi scaramantico. Una parola la cui etimologia è incerta: potrebbe derivare dal francese o dallo spagnolo “terciar”, che significa “dividere in tre parti” oppure “bilanciare il carico”, per rendere più dolce e prolungato nel tempo un lavoro oppure protrarre un momento piacevole come il degustare una pietanza.
Altri lo fanno derivare da “trezza”, ovvero la treccia, con il sinonimo, quindi, di “intrecciare”: lavoro che, tipicamente, richiede pazienza.
In ogni caso, il richiamo è ad un’azione che si svolge in maniera lenta, calma ma con uno scopo ben preciso. Gigione utilizza questo interessante vocabolo per richiamare l’arte di “corteggiare” la donna cui è dedicato il brano (chissà se si tratta della stessa Rose Villain…) o – addirittura – all’atto di “intrecciare” i corpi nell’atto amoroso.
