Agguato a Pollena Trocchia: giovane travolto dall’auto del fratello della fidanzata

Carabinieri. Immagine di repertorio


Una scena drammatica quella che si è presentata ieri pomeriggio ai carabinieri nel Parco Europa di Pollena Trocchia, area periferica del comune vesuviano. A terra, in una pozza di sangue, giaceva un ragazzo gravemente ferito; accanto a lui, un amico sotto shock ma illeso, scampato alla furia di un’auto lanciata a tutta velocità.

Fin dai primi istanti, ai militari – come riporta il Mattino – è apparso chiaro che non si trattava di un incidente stradale, ma di un vero e proprio agguato. Secondo le prime ricostruzioni, alla base del gesto ci sarebbe un regolamento di conti familiare: l’aggressore avrebbe investito intenzionalmente il fidanzato della sorella, al termine di una lunga serie di contrasti mai risolti.

Mentre a pochi chilometri di distanza, nel quartiere Ponticelli, il procuratore Nicola Gratteri invitava i giovani a “scegliere lo sport e non la violenza”, a Pollena Trocchia andava in scena un nuovo episodio di follia.

L’allarme è scattato poco dopo le 15:00. Sul posto, i carabinieri hanno trovato la vittima priva di sensi e l’amico testimone dell’accaduto. Il ferito è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove è stato ricoverato in codice rosso e si trova tuttora in condizioni gravi.

Le testimonianze raccolte e le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di identificare l’auto utilizzata come “ariete” e il suo conducente. Poche ore dopo, il principale sospettato — A.P.P., 21 anni, di San Giovanni a Teduccio — è stato rintracciato nella sua abitazione e condotto nella caserma di Cercola. Lì è stato interrogato fino a tarda sera.

Il caso è seguito dalla Procura di Nola. Al momento non è stata ancora formulata l’accusa, ma il giovane — difeso dall’avvocato Carlo Ercolino — potrebbe dover rispondere di tentato omicidio.

Gli investigatori stanno ricostruendo le ore precedenti all’investimento. Dalle prime verifiche, emerge che vittima e aggressore si conoscevano da tempo: il ferito è infatti fidanzato con la sorella del 21enne, figlio di un uomo ritenuto vicino agli ambienti criminali di San Giovanni a Teduccio, in passato legato al clan Silenzio.

Tra i due giovani, riferiscono gli inquirenti, non correva buon sangue. Negli ultimi giorni, il sospettato avrebbe anche ricevuto messaggi minatori via social, in cui veniva paventato l’uso di armi. Tuttavia, sul luogo dell’investimento non sono state trovate armi di alcun tipo, né da fuoco né da taglio.

Le indagini proseguono con perquisizioni e accertamenti tecnici, mentre i carabinieri cercano di chiarire se l’episodio possa essere stato preparato o provocato da precedenti minacce reciproche.


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