Lino Banfi: “Sogno un applauso a Piazza del Plebiscito. Napoli è la mia seconda città”
Gen 16, 2026 - Veronica Ronza
Lino Banfi in Oi Vita Mia con Pio e Amedeo
Intervistato dal Basement, il podcast di Gianluca Gazzoli, Lino Banfi ha espresso il suo amore per la città di Napoli, ricordando i suoi esordi ed esprimendo uno dei suoi più grandi desideri.
Lino Banfi pazzo di Napoli: “Sogno Piazza del Plebiscito”
Reduce dal successo di Oi vita mia, il film di Pio e Amedeo che lo ha visto nelle vesti di un anziano che perde la vita tragicamente sul finale, l’attore conosciuto come “il nonno d’Italia”, ha ripercorso la sua carriera, spiegando le origini del suo nome d’arte.
Inizialmente aveva scelto di farsi riconoscere nel mondo dello spettacolo con il nome di Lino Zaga (da Pasquale Zagaria, il suo vero nome), ma sarebbe stato il grande Totò a consigliargli di optare per un altro cognome, dopo averlo incontrato per la prima volta.
“Fu il direttore del teatro Ambra Jovinelli a farmi incontrare Totò. Era molto amico del principe e un giorno mi diede un biglietto dicendomi di consegnarlo a Totò di persona. Io volevo conoscerlo ma mi disse di non leggere la lettera. Mi fece prendere una pensione per la notte e lì una ballerina mi spiegò il trucco della candela per leggere la lettera” – ha raccontato Banfi.
“Aveva scritto delle cose belle su di me. La mattina mi recai ai Parioli per incontrare Totò. Lui nemmeno mi salutò, consegnai la lettera all’autista e la lessero in auto. Dopo si avvicinò a me e mi chiese il mio nome. Subito mi raccomandò di cambiare Zaga dicendo ‘i diminutivi dei nomi portano bene, quelli dei cognomi portano male’. Dopo un mese mi cercò ma io ero impegnato con la compagnia in Sicilia. Decisi, però, di dare retta a Totò e cambiai nome in Banfi”.
In chiusura ha svelato poi il desiderio di voler concludere la sua carriera con un omaggio da parte della città partenopea: “Io voglio un applauso a Piazza del Plebiscito, a Napoli, da tutta la piazza piena. Ho cominciato a Napoli e sono iscritto al collocamento lì, è la mia seconda città”.
