Gaza, 9 bambini morti di freddo. Israele blocca gli aiuti e distrugge la sede ONU in Palestina
Gen 21, 2026 - Francesco Pipitone
Le condizioni di vita dei bambini a Gaza. Foto: UNRWA
Mentre a Gaza l’inverno uccide, a Gerusalemme Est avanzano le ruspe. Nelle stesse ore in cui si contano bambini morti per il freddo tra le macerie e le tende improvvisate della Striscia, Israele ha avviato la demolizione della sede dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che assiste i rifugiati palestinesi. Due fatti legati da un’unica, brutale realtà: la sistematica compressione degli aiuti umanitari mentre una popolazione civile viene lasciata esposta a una catastrofe annunciata.
L’ultimo nome si aggiunge a una lista che dovrebbe scuotere le coscienze: Shaza Abu Jarad è diventata la nona bambina morta a Gaza a causa del freddo dall’inizio dell’inverno. Nona. Non per una bomba, non per un missile, ma per ipotermia, in un territorio sotto assedio, con oltre un milione di sfollati costretti a vivere senza ripari adeguati.
I Bambini muoiono di freddo a Gaza
A Gaza l’inverno non è una stagione, è una condanna. Pioggia battente, temperature rigide e vento attraversano campi di tende di fortuna, spesso distrutte o allagate. I materiali per costruire ripari più sicuri restano bloccati o arrivano col contagocce, nonostante il cessate il fuoco con Hamas. Le restrizioni sugli aiuti israeliane continuano a produrre effetti letali, soprattutto sui più vulnerabili.
Famiglie intere vivono senza riscaldamento, senza vestiti adeguati, senza cure mediche. I bambini muoiono di freddo e di malattie respiratorie in quello che è ormai uno scenario di emergenza umanitaria permanente, mentre l’attenzione internazionale rischia di scivolare altrove.
Le ruspe su Unrwa mentre si muore di freddo
In questo contesto si inserisce la demolizione della sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est. Un’azione che l’agenzia Onu ha definito senza mezzi termini: “Si tratta di un attacco senza precedenti, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale e dei privilegi e immunità delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell’Unrwa in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Il portavoce Jonathan Fowler ha ribadito che “come tutti gli Stati membri dell’Onu, Israele è tenuto a proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali delle Nazioni Unite“. L’Unrwa ha ricordato che le strutture colpite sono sedi ufficiali dell’organizzazione, chiedendo il rispetto delle garanzie previste dal diritto internazionale.
La replica di Israele e la realtà sul campo
La risposta israeliana è stata glaciale quanto la situazione a Gaza. Secondo il ministero degli Esteri, “il complesso non gode di alcuna immunità e il suo sequestro da parte delle autorità israeliane è stato effettuato in conformità con il diritto israeliano e internazionale”. Una formula burocratica che stride con la realtà di bambini che muoiono di freddo sotto tende fradice.
Mentre si discute di immunità e cavilli giuridici, la crisi umanitaria si aggrava. Smantellare o colpire l’Unrwa significa indebolire ulteriormente l’unico sistema che, con enormi difficoltà, prova a garantire assistenza a una popolazione allo stremo.
Bambini che muoiono, silenzio che pesa
Il dato è semplice e insopportabile: a Gaza i bambini stanno morendo di freddo. Non per fatalità, ma per una combinazione di assedio, restrizioni agli aiuti e distruzione sistematica delle infrastrutture civili e umanitarie.
