Bagnoli, tensione e contestazioni. I lavori proseguono anche dopo le scosse: “Vergogna”

Mobilitazioni del 18 febbraio a Bagnoli


Una giornata di tensione, quella di ieri, a Bagnoli. La lotta di comitati e cittadini che si oppongono ai lavori sulla colmata – così come stanno avvenendo: senza bonifica, senza confronto con il quartiere, senza trasparenza ma con livelli altissimi di polveri sottili – per lo svolgimento dell’America’s Cup nel 2027. Un mercoledì caratterizzato da ben 3 blocchi, l’occupazione della sede della municipalità, cortei e persino l’aggressione da parte dell’ex presidente della municipalità (nonché tergicristalli applicato alla politica) nei confronti di uno degli attivisti. Ma procediamo con ordine.

Bagnoli, i lavori proseguono nonostante le gravi criticità

La giornata di mobilitazione del 18 febbraio è cominciata, ancora una volta, alle 5 del mattino con una cinquantina di persone che hanno bloccato i camion diretti verso e provenienti dalla colmata. Una manciata di ore prima due scosse di terremoto di magnitudo 2.8 e 2.5. Non solo attivisti, ma anche abitanti del quartiere che in numero sempre maggiore stanno appoggiando la lotta sul territorio. Il blocco ha riguardato soltanto i mezzi impegnati nei lavori: come sempre è stata assicurata la possibilità di transito per auto e moto private, ambulanze e quant’altro, senza impatti né disagi significativi sul traffico.

Alle ore 15 il consiglio straordinario della X Municipalità che si è svolto senza la partecipazione dei comitati, essendo stato organizzato ben due anni dopo che era stato richiesto e soprattutto dopo che le decisioni erano state già prese calandole dall’alto. Poiché il confronto non si costruisce ex post, i comitati sottolineano ancora una volta che sono aperti ad instaurare il dialogo purché i lavori vengano bloccati almeno temporaneamente. In caso contrario, si tratta solo di goffi tentativi di mettere una pezza, se non proprio di una presa in giro.

La sede della municipalità è stata occupata da attivisti e cittadini, i quali dopo un intervento molto duro in cui hanno evidenziato il disagio provocato dal via vai dei camion (strade che cadono a pezzi in un territorio alle prese con il bradisismo) e i livelli preoccupanti delle polveri sottili. Poi sono andati via al grido “vergogna”, lasciando soli la vice sindaca Lieto, l’assessore Cosenza, i due subcommissari e il dirigente della struttura commissariale, Attilio Auricchio.

L’aggressione di Peppe Balzamo contro un attivista

La tensione dunque è salita, anche perché gli abitanti nel frattempo erano scesi in strada per un altro corteo. In questa cornice, l’ex presidente della municipalità, Peppe Balzamo (prima PD, poi candidato con Maresca nonostante l’endorsement di un anno prima per Manfredi, poi ancora PD) ha colpito uno degli attivisti che si trovava all’esterno della municipalità. Ha deciso di rispondere così alle contestazioni e a chi gli chiedeva conto di quanto realizzato nei lunghissimi anni di attività politica.

Il corteo ha prodotto un nuovo blocco dei camion, garantendo ancora il passaggio di tutti gli altri mezzi. Il blocco è durato circa un’ora, poi c’è stato un altro corteo per il quartiere. Di sera il terzo blocco dei camion, dopo le 22, a conclusione di una giornata che ha provocato un rallentamento significativo dei lavori.

Il vento trascina le polveri nei polmoni degli abitanti

In un comunicato diramato il 18 febbraio stesso la rete No America’s Cup ha messo in luce che “Due giorni di vento forte hanno depositato sulle auto e nei polmoni delle persone una coltre di polveri sottili, che di nuovo due volte negli ultimi cinque giorni hanno sfiorato, quasi raddoppiando, i limiti di guardia”.

Intanto parte l’opera di tombamento vero e proprio della colmata tossica: “Ai camion si aggiungono le betoniere, per cominciare la massiccia cementificazione: una base di 40cm di calcestruzzo armato, per centinaia di metri di estensione, per poter permettere la costruzione degli hangar. Davvero vogliono farci credere che poi verranno a togliere tutto una volta finita questa pagliacciata?”.

Infine l’apertura al confronto, ribadendo l’unica richiesta: Allo stato attuale l’unica possibile condizione per qualsiasi forma di dialogo è la sospensione dei lavori almeno fino al consiglio comunale monotematico. Nessuna alternativa è immaginabile, considerando la totale assenza di trasparenza e dibattito con cui è stata gestita istituzionalmente, e autocraticamente, l’operazione America’s Cup”.


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