“Sal Da Vinci, matrimonio della camorra”, il sindaco: “Quando Napoli vince, uscite pazzi”
Mar 05, 2026 - Veronica Ronza
Sal Da Vinci e Aldo Cazzullo
Anche il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha commentato l’articolo di Aldo Cazzullo, pubblicato su Il Corriere della Sera, che parla della vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026, tirando in ballo, senza alcun motivo, lo stereotipo della camorra.
“Sal Da Vinci matrimonio della camorra”: la risposta di Josi
Cazzullo ha definito Per sempre sì una delle peggiori canzoni presentate al Festival. Si tratta, tuttavia, di un suo giudizio personale e legittimo in quanto il brano in sé può piacere ma anche non piacere. Ad indignare la popolazione partenopea è stata, però, l’associazione tra la canzone e la camorra: a detta del giornalista esprimerebbe al meglio l’essenza dei “matrimoni della camorra”.
“Uscite pazzi. È legittimo criticare Sal Da Vinci. Per carità. Oggi, addirittura, il Corriere della Sera scrive che la sua canzone è quella peggiore ad aver mai vinto il Festival di Sanremo. Va bene. Ne prendiamo atto. Ce lo scriviamo da qualche parte, per non dimenticarlo. Ma c’è una cosa che non è tollerabile” – ha commentato il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione.
“Ossia, affermare che il brano musicale di San Da Vinci sia una canzone da matrimonio della camorra. È un fatto indecente, insopportabile. Ed è allucinante che a scriverlo sia il più importante giornale italiano. Perché non giudica il testo, la musica. Ma qualifica il napoletano, con il solito indecente stereotipo. Un vezzo italico, che non tramonterà mai. E che, tutto sommato, ci diverte. Perché accade sempre così. Quando Napoli vince, voi uscite pazzi.Vabbè, portate pazienza. Poi passa”.
Del resto questo Festival ha visto un vero e proprio trionfo della città partenopea, non solo con la vittoria di Sal Da Vinci e la partecipazione di artisti e ospiti napoletani (dai big Luché, LDA, Aka 7even, Samurai Jay ad Alessandro Siani) ma anche con il passaggio del ruolo di conduttore e direttore artistico da Carlo Conti a Stefano De Martino.
