Dalla stanchezza alla febbre: i sintomi iniziali dell’Epatite e come distinguerli dall’influenza
Mar 24, 2026 - Veronica Ronza
L’Epatite A, la malattia infettiva acuta a carico del fegato, può presentarsi con sintomi ingannevoli iniziali che potrebbero rivelarsi molto simili a quelli di una semplice influenza. Nella maggior parte dei casi il decorso della malattia è positivo e si riesce a recuperare a pieno entro poche settimane.
Epatite A, i sintomi iniziali e come distinguerli dall’influenza
Nella fase d’esordio della malattia in molti potrebbero confondere i primi segnali con quelli di una influenza o di una stanchezza passeggera. Tra i principali sintomi, infatti, vi sarebbe una stanchezza intensa, febbre e nausea persistente.
I primi campanelli d’allarme da non ignorare sono: affaticamento persistente anche dopo il riposo, perdita di appetito o nausea, dolore o fastidio nella parte superiore destra dell’addome (zona del fegato), urine scure e feci chiare, ittero (colorazione giallastra di occhi e pelle), febbricola, dolori muscolari o articolari (soprattutto nelle fasi iniziali), prurito diffuso.
Tra i segnali tipici anche le urine scure e le feci chiare. Se i sintomi persistono da più di una settimana, se si notano ittero o urine scure, è importante consultare il proprio medico di base. Attraverso semplici esami del sangue, come transaminasi e bilirubina, è possibile accertare la presenza o meno dell’infezione.
L’Epatite A solitamente si diffonde per via oro-fecale, dunque mangiando o bevendo cibi o acque contaminate, come molluschi non sufficientemente cotti (soprattutto cozze). Il virus può diffondersi anche attraverso il contatto con una persona contagiosa, ad esempio condividendo lo stesso bagno senza la necessaria igiene delle mani, oppure anche per via sessuale.
Nei casi più lievi e soprattutto nei giovani, l’epatite si contrae senza particolari sintomi. Raramente può verificarsi una insufficienza epatica acuta, molto più frequente negli anziani.
