Quando Gino Paoli parlò del suo dolore più grande: “Dovevo morire io, non mio figlio”

Gino Paoli


Si è spento ieri all’età di 91 anni Gino Paoli, il grande cantautore italiano che in una recente intervista aveva raccontato del dolore più grande della sua vita: la morte del figlio.

Gino Paoli e il dolore per la morte del figlio: “Dovevo morire io”

Giovanni Paoli, primogenito dell’artista, è scomparso il 7 marzo 2025 a 60 anni, a seguito di un infarto fulminante. Un dolore che ha segnato profondamente il cantante che ha più volte descritto la sua sofferenza interminabile, mai superata.

Non ho paura della mia morte. Ho paura della morte delle persone che amo. La perdita di mio figlio Giovanni è un dolore che non ho superato, mi pesa molto parlarne. Un’ingiustizia atroce: deve morire prima il padre che il figlio, dovevo morire prima io di Giovanni. L’ho detto al prete che ha celebrato il funerale: Dio dov’è? Come può permettere che un padre debba seppellire un figlio?” – aveva raccontato in una delle ultime interviste rilasciate a Il Corriere della Sera.

Paoli aveva già attraversato un periodo di forte depressione, accentuata anche dalla scomparsa del fratello. Era il 1963, all’apice del suo successo, quando si puntò una pistola al petto e fece partire una proiettile: il colpo si fermò appena prima di perforare il cuore e rimase lì, nel suo petto, per tutta la vita.

“Avevo tutto, il successo, le donne e non sentivo più nulla. Volevo vedere cosa c’era dall’altra parte” – aveva spiegato, ricordando quel momento. Parlando del suo stile di vita, invece, aveva detto: “Sono arrivato a 90 anni con lo stile di vita più malsano possibile, fumando per decenni due pacchetti di sigarette e bevendo una bottiglia di whisky al giorno”.


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