ECCELLENZE NAPOLETANE: ricercatori del Pascale in prima linea in Italia contro i tumori

I due ricercatori del Pascale


Si chiamano Maria Serena Roca e Riziero Esposito Abate i due giovani ricercatori dell’Istituto Pascale di Napoli che hanno firmato due dei tre progetti, incentrati sulla lotta ai tumori, finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca Finalizzata 2024, portando all’Istituto oltre 1,3 milioni di euro.

Ricercatori del Pascale in prima linea contro i tumori

Un altro grande traguardo per il polo oncologico partenopeo che, con una nuova generazione di talenti, conquista ulteriore spazio nella ricerca, guidando diversi studi su alcune delle forme tumorali più difficili da trattare.

In un bando altamente competitivo, con centinaia di proposte presentate a livello nazionale, il Pascale ha candidato 15 progetti – più della metà guidati da giovani – riuscendo a ottenerne tre. Un segnale chiaro della capacità dell’Istituto di investire e far crescere nuovi protagonisti della ricerca.

Il progetto di Maria Serena Roca, dirigente biotecnologo presso la Struttura Complessa di Farmacologia Sperimentale Oncologica, affronta una delle sfide più complesse: il tumore del pancreas. La ricerca punta a “ripensare” l’ambiente che circonda il tumore, utilizzando combinazioni di farmaci già disponibili per renderlo più vulnerabile al sistema immunitario. L’obiettivo è ambizioso: trasformare una malattia, oggi spesso resistente alle cure, in una patologia più trattabile e sensibile alle terapie.

Sul fronte del tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAF, tra le forme più aggressive, si muove invece il lavoro di Riziero Esposito Abate, ricercatore sanitario presso la Struttura Complessa di Biologia Cellulare e Bioterapie. Il suo studio integra dati genetici, molecolari e radiologici per capire perché alcuni pazienti non rispondono alle terapie mirate. Individuare i meccanismi della resistenza significa aprire la strada a trattamenti più efficaci e personalizzati.

Accanto alla spinta dei giovani, si conferma il contributo dell’esperienza con il progetto coordinato da Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia, sul tumore al seno, focalizzato sull’interazione tra sistema immunitario e cellule tumorali per prevedere la risposta alle terapie e migliorare la scelta dei trattamenti.

Ogni progetto è stato finanziato con 450 mila euro, per un totale di 1 milione e 350mila euro, risorse che rafforzano il legame tra ricerca e pratica clinica, permettendo di sviluppare studi ad alto impatto. E il bilancio potrebbe ancora migliorare: sono in corso infatti le verifiche su ulteriori studi ai quali l’Istituto partecipa come partner.

“Questo risultato premia la qualità del nostro lavoro di ricerca, e gli investimenti fatti negli ultimi anni soprattutto su risorse umane giovani con il reclutamento di giovani dirigenti e ricercatori. Un risultato che premia la qualità del lavoro dei nostri ricercatori ma anche la capacità dell’Istituto di essere competitivo a livello internazionale. Investire nella ricerca significa offrire nuove opportunità di cura ai pazienti e rafforzare un modello di medicina sempre più personalizzata e basata sull’innovazione” – ha dichiarato il direttore scientifico dell’Istituto, Alfredo Budillon.


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