La Circumvesuviana è la “zavorra” dello sviluppo napoletano: basta promesse, ora fate presto


Un viaggio in Circumvesuviana per accorgersi di come tutte le speranze di veder fiorire le qualità inespresse della costa del Golfo di Napoli si scontrino con il problema dell'”immobilità” del trasporto pubblico.

La Circumvesuviana non è un treno: è un viaggio della disperazione

È un sabato pomeriggio qualunque di primavera. In un orario che i napoletani chiamano “‘a cuntrora”.

Non ci sono universitari, pendolari, e i lavoratori si contano sulle dita di una mano. Non ci sono eventi di rilievo nel Vesuviano.

Eppure la Circumvesuviana appare così: vagoni strapieni, persone che boccheggiano nella calura di un’estate anticipata, odori nauseabondi dovuti al sovraffollamento, difficoltà anche a trovare varchi per scendere alla propria fermata.

Per molti non è una scelta ma l’unico mezzo di locomozione possibile in una delle aree – quella ai piedi del Vesuvio – più densamente abitate d’Europa.

Tantissimi turisti in treno: domani andranno via, il problema resta ai residenti

I turisti? Tantissimi. Ed è una fortuna. Questi volti dagli occhi a mandorla o dai capelli rossicci domani andranno via portando con sé la memoria di una terra incantevole nella quale hanno compiuto un vero e proprio viaggio della speranza per goderla appieno.

Quando se ne andranno ne arriveranno altri, ma soltanto perché la bellezza di questa costa è enormemente superiore al disagio che si vive per attraversarla. Resteranno qui i residenti, quelli che hanno avuto la sorte di nascerci e viverci.

A loro, a noi, appare ingiusto continuare a raccontare favole: le responsabilità di ieri e di oggi si sovrappongono, i buoni propositi appaiono più o meno affidabili, ma la realtà è l’unica cosa di cui non si può mettere in dubbio l’onestà.

Quella realtà che ci sputa in faccia i fatti. Finché la situazione del trasporto pubblico nel vesuviano sarà questa, appaiono ridicoli tutti i discorsi su: potenziamento turistico, scelte carbon free e contrasto all’inquinamento ambientale, disincentivo all’uso delle auto, provvedimenti anti traffico, politiche occupazionali intra regionali.

La Circumvesuviana ostacola anche l’occupazione: ecco perché

Quest’ultimo punto può apparire forzato ma non lo è: oggi spostarsi tra i comuni della regione per un non-automunito è una scommessa. E sempre più persone, soprattutto tra i giovani, scelgono di (o sono costretti a) non mettersi al volante nella provincia con le assicurazioni più care d’Italia mentre il gasolio sfonda i 2 euro a litro.

Grida d’aiuto inascoltate di tanti che, poi, smettono di gridare solo perché costruiscono vite al nord, dove le tratte ferroviarie sono meno panoramiche ma i treni appaiono dignitosi.

Ci sono dei responsabili, a tutti i livelli amministrativi ed aziendali, a cui questa rovinosa situazione forse comincia a “pungere”. Anche il ritorno alla dignità di EAV è un viaggio della speranza: lento, affollato, ricco di promesse ed aspettative disattese. Noi possiamo solo unirci al grido delle tante anime che in questi treni passano le ore peggiori delle loro giornate: FATE PRESTO!


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