Lorenzo ucciso a 21 anni, il papà: “Senza mio figlio all’improvviso e non so il motivo”
Giu 25, 2026 - Veronica Ronza
Agguato a Miano, morto Lorenzo Spasiano
Dolore a Miano, quartiere di Napoli, per la scomparsa di Lorenzo Spasiano, il ragazzo di 21 anni ucciso davanti alla sua abitazione, sotto gli occhi del papà e della mamma. Un omicidio che ha scosso l’intera città partenopea.
Lorenzo ucciso a Miano, il papà: “Non ho più mio figlio”
“All’improvviso mi ritrovo senza un figlio e non so il perché” – ha raccontato Salvatore, papà di Lorenzo, a Il Mattino. Sarebbe stato proprio lui, autista dell’ambulanza, a soccorrere per primo il figlio, ritrovato sull’asfalto senza vita proprio davanti al portone di casa.
“Io salvo vite, insieme ai miei colleghi ci occupiamo di soccorso di emergenza, e ora mi ritrovo senza un pezzo della mia vita, mio figlio Lorenzo. Lui era un ragazzo molto umile, bravissimo e altruista. Gli piaceva aiutare amici e amiche, oltre a essere un grande lavoratore. Lavorava dalla mattina alla sera, si era dato da fare con tanti mestieri. Faceva il carpentiere e aveva fatto anche il panettiere. Poi c’era l’amore per il calcio, una delle sue passioni insieme alla boxe. Era un ragazzo di sani valori” – ha continuato.
Sarebbe stata proprio una banale lite sfociata durante una partita di calcetto a dare il via ad una escalation di violenza che non avrebbe lasciato scampo al ragazzo. Secondo una prima ricostruzione, verso fine marzo, il 21enne avrebbe discusso in campo con un ragazzo più giovane.
Di lì si sarebbero susseguite aggressioni e intimidazioni, compreso un tentato investimento, fino all’omicidio consumato pochi giorni fa. Lorenzo sarebbe stato freddato con un solo colpo di pistola al torace esploso dal killer ignoto a distanza ravvicinata.
“Non so il motivo per il quale, all’improvviso, mi sono ritrovato senza mio figlio. Era un bravissimo ragazzo. Conduceva una vita come tanti suoi coetanei e non c’entrava nulla con la malavita o gli ambienti criminali. Lorenzo è una vittima innocente, non aveva nessuna colpa”.
“Se gli avessero spezzato una gamba, allora avrei perdonato il colpevole, perchè in fondo potrei avere Lorenzo accanto a me. Ma non ho più mio figlio e non ci può essere perdono. A chi ha sparato dico: mettiti una mano sul cuore e vai a costituirti. Fallo per Lorenzo, perché tu che gli hai sparato, sai bene chi era mio figlio. Io non posso riavere indietro mio figlio ma vorrei che Lorenzo fosse l’ultima vittima di questa strage di innocenti che sembra non avere fine”.
