Napoli, tra spettacoli sul mare e concerto all’alba: 6 giorni di festa al Molo San Vincenzo
Lug 24, 2026 - Veronica Ronza
Molo San Vincenzo Napoli
Dal 28 luglio al 2 agosto 2026 torna Al Faro Festival, la seconda edizione dell’evento che si terrà al Faro del Molo San Vincenzo di Napoli tra spettacoli, arte e un concerto all’alba.
Faro Festival 2026 al Molo San Vincenzo di Napoli: il programma
Si tratta di un progetto fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, ideato e curato dalla direttrice artistica Laura Valente per il Comune di Napoli, che lo finanzia insieme a Città Metropolitana, con la fondamentale collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare. Fin dalla prima edizione la manifestazione si è avvalsa del supporto anche delle istituzioni storiche come Ellis Island, i Musei del Mare e delle Migrazioni, il Faro del Comune di Genova.
La seconda edizione sceglie il mare come tema generatore: guarda non solo all’orizzonte della grande sfida sportiva che riporta Napoli “a vele spiegate” — come il progetto nato dentro le celebrazioni di Napoli2500 — al centro del mondo con l’America’s Cup del 2027, ma anche alla sua profondità umana e poetica, fatta di sogno e speranza, migrazioni ed esili, partenze e ritorni, miti e figure di archetipi femminili che lo abitano da sempre.
Sei appuntamenti tra performing art, danza, teatro musicale, recital, concerti e un concerto all’alba: spettacoli inediti e prime assolute, produzioni commissionate appositamente per il festival, protagonisti della cultura, arte pubblica e partecipazione collettiva. Al Faro Festival conferma così la sua vocazione a essere non un semplice cartellone, ma un’unica grande opera corale a cielo aperto.
Il programma
Martedì 28 luglio, ore 19:00 Molo San Vincenzo – Il Filo del discorso, street artist e poeta ivan
Ad aprire il festival è un’installazione di arte pubblica partecipata consegnata alla città. Ivan Tresoldi — noto come ivan, con la “i” minuscola, poeta visivo e pioniere della Poesia di Strada italiana — realizzerà un bosco di lettere cucite da fili rossi, uno spazio intimo e raccolto in cui cittadini e visitatori potranno lasciare un segno del proprio passaggio.
Martedì 28 luglio, ore 20:30 Arena San Vincenzo – El Mar de Dios
La serata inaugurale si chiude con un recital-concerto originale ambientato in una ideale Napobaires, luogo del cuore che rende omaggio al legame profondo tra Napoli e l’Argentina. Dal porto di Napoli prese avvio uno dei più grandi esodi della storia moderna, e con esso partì anche un patrimonio di suoni e parole che a Buenos Aires avrebbe trovato nuova forma: il tango. Un filo invisibile unisce ancora oggi le due città, da Carlos Gardel a Diego Armando Maradona. A guidare questo viaggio tra memoria, musica e parole sarà Maurizio de Giovanni, con un monologo originale scritto per l’occasione e dedicato al ‘gol del secolo’, quello che ha cambiato per sempre la storia del calcio. Gloria Campaner al pianoforte e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneón firmano una partitura che intreccia Gardel e Piazzolla alla scuola napoletana. Con loro, la voce del soprano Nadezhda Nersterova, i danzatori del Balletto di Roma e l’intervento visivo di Roxy in the Box, che crea per il festival l’opera Maradona e rielabora, per le serate successive, due suoi lavori iconici: San Gennaro e La Sirena.
Mercoledì 28 luglio, ore 21:30 Arena San Vincenzo – In the Brain
Uno spettacolo di danza contemporanea site specific firmato da Hofesh Shechter: uno dei coreografi più visionari e potenti della scena internazionale porta per la prima volta a Napoli la sua ultima creazione, adattata per Al Faro Festival. In the Brain è un’immersione in un’energia collettiva che richiama un rituale primordiale: in parte rave, in parte rito condiviso. I danzatori non si limitano a esibirsi: incarnano il ritmo fino a incrinare il confine tra palcoscenico e pubblico, trascinando gli spettatori in un’esperienza fisica e coinvolgente.
Giovedì 30 luglio, ore 20:30 – Sirene
Una serata originale tra monologo, musica e danza dedicata all’immaginario del femminile e del Mediterraneo. A ottant’anni dal voto alle donne, Sirene propone una traversata nella memoria del femminile: creature del crinale, le Sirene incarnano una paura ancestrale e la forza di un corpo che parla senza parole. A Napoli la Sirena Partenope non è una favola: è parte dell’identità stessa della città, fluida e refrattaria a ogni catalogazione. La serata si apre con un intervento dell’antropologa Elisabetta Moro, autrice di un libro cult dedicato alle Sirene. In scena anche il celebre costume firmato da Odette Nicoletti, indossato da Vanessa Redgrave nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca. A partire da questa figura, Donatella Di Pietrantonio firma un monologo originale dedicato a chi non possiede ‘il dono della parola ma ne custodisce mille altri’: un testo che rovescia lo sguardo e trasforma la diversità in luogo di senso e di esistenza. A questa scrittura si affianca il Mediterraneo africano di Les Amazones d’Afrique, collettivo musicale nato a Bamako nel 2014 e impegnato nella promozione dell’uguaglianza di genere e nel contrasto alle violenze ancestrali, attraverso una musica che fonde stili panafricani, armonie corali e pop contemporaneo. Con la partecipazione straordinaria delle étoiles del Bayerisches Staatsballett Ksenia Shevtsova e Julian MacKay, che danzeranno il celebre Bacio, sequenza finale di Le Parc di Angelin Preljocaj creato per il Ballet de l’Opéra National de Paris.
Venerdì 31 luglio, ore 20:30 Arena San Vincenzo – Viento
Un concerto-recital originale tra canzone, poesia e parola civile. Il vento è memoria, richiamo, presagio. È nel respiro delle canzoni d’ammore: vento di terra e di mare, vento di crinale, energia e suono della natura. Viento è una produzione originale commissionata in esclusiva per Al Faro Festival, che fa dialogare per la prima volta i suoi protagonisti. Canio Loguercio, cantautore Premio Tenco, poeta e performer, guida un ensemble d’eccezione in un viaggio tra parole e canzoni che attraversa la tradizione napoletana nei suoi simboli di terra e di mare. Accanto a lui, in un esordio inatteso, l’ambientalista Ermete Realacci porta in scena i suoi contrappunti: un incontro tra parola poetica e parola civile, tra chi canta la terra e il mare e chi da una vita li difende.
Venerdì 31 luglio, ore 21:30 Arena San Vincenzo – San Gennaro Superstar
Un monologo inedito di Roberto Saviano dedicato alla figura laica e popolare di San Gennaro. Dopo la collaborazione con il drammaturgo Mimmo Borrelli nata per Sanghenapule, Roberto Saviano torna a esplorare la figura del Santo Patrono con un testo scritto per Al Faro Festival. Un San Gennaro spogliato dagli ori della devozione tradizionale: icona terrena e laica, specchio delle contraddizioni della città, protettore degli emarginati e di chi attraversa oggi i mari in cerca di futuro. San Gennaro non è un santo come gli altri: è un patto antico tra un popolo e la propria sopravvivenza, rinnovato ogni volta che il sangue si scioglie – e, nei secoli, anche quando non si scioglie. In questo monologo Saviano restituisce al Patrono la sua natura più autentica: non l’effigie dorata delle processioni, ma un’icona popolare e resistente, capace di parlare tanto ai napoletani di sempre quanto a chi oggi arriva in città attraversando lo stesso mare che duemila anni fa portò Gennaro al martirio. Un antico mistero di fede che si fa manifesto civile contemporaneo.
Sabato 1 agosto, ore 20:30 Arena San Vincenzo – Moresche Gatte e altre storie
Una serata di teatro musicale e concerto dedicata alla grande tradizione partenopea, nel cinquantesimo anniversario del debutto di Gatta Cenerentola al Festival di Spoleto. Nel cinquantesimo anniversario del debutto di Gatta Cenerentola di Roberto De Simone – pietra miliare del teatro musicale italiano – Al Faro Festival non ne propone una ripresa scenica, ma una serata costruita intorno alla grande tradizione partenopea, come omaggio ideale al genio del grande intellettuale napoletano. Il percorso prende avvio da una selezione tratta dalla celebre incisione discografica affidata, dopo il debutto, alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, e si allarga a moresche, villanelle e al mondo musicale e letterario a cui De Simone e molti altri artisti si sono ispirati: da Giambattista Basile a Italo Calvino, dalle origini della canzone classica napoletana al teatro popolare, dalla musica colta al repertorio orale del Sud. Non una messinscena dell’opera, dunque, ma un attraversamento delle sue radici e delle sue suggestioni. A dirigere musicalmente la serata è Antonio Sinagra, maestro concertatore della prima assoluta del 1976 a Spoleto: cinquant’anni dopo, la stessa mano torna a quel mondo poetico non per riproporlo, ma per riattraversarlo. Gli iconici costumi originali di Gatta Cenerentola, firmati daOdette Nicoletti, saranno presenti come segni simbolici ed evocativi. Con Peppe Barra, Fausta Vetere, Patrizio Trampetti e altri interpreti, in un passaggio di testimone generazionale che è il cuore stesso della manifestazione. A fare da contrappunto, immagini storiche e fotografie di Mimmo Jodice dedicate alle devozioni popolari.
Domenica 2 agosto, alba al Faro del Molo San Vincenzo – Jesce sole
Il festival si chiude con un concerto all’alba dedicato ai riti del sole e alla tradizione popolare del Sud Italia. Come nella prima edizione, Al Faro Festival si chiude con un concerto all’alba che segue un filo narrativo musicale e antropologico, attraversando canti e balli della tradizione popolare legati ai riti del sole. Il percorso, curato da cinque solisti riuniti per l’occasione, attraversa il Sud Italia e le sue culture contadine, dove il sole è da sempre invocato, atteso e celebrato come motore di vita, lavoro e sopravvivenza. Il viaggio approda a Jesce sole, brano dalle radici antichissime, tra i testi più antichi della tradizione musicale napoletana, nato come invocazione rituale dei contadini contro il freddo e la fame. Al sorgere del sole sul Faro, la performance restituisce alla musica la sua forza primigenia, in dialogo diretto con l’alba e con il pubblico: un rito collettivo in cui musica, natura e comunità tornano a essere una cosa sola.
