ABC diventa SpA, le associazioni europee scrivono a Manfredi e Fico: “Non è vero che è obbligatorio”

Lettera a Manfredi e Fico sulla privatizzazione di ABC Napoli


La vicenda di ABC Napoli si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la delibera con cui la giunta Manfredi ha avviato la trasformazione dell’azienda speciale in una società per azioni, arriva una lettera aperta dell’European Water Movement, il movimento nato proprio a Napoli nel 2011 sull’onda del referendum italiano sull’acqua pubblica, indirizzata al sindaco Gaetano Manfredi, al Consiglio comunale e al presidente della Regione Campania Roberto Fico.

Nel documento, firmato insieme ad altre sigle internazionali come Berliner Wassertisch, Coordination Eau Île-de-France, la Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (EPSU) e il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, il movimento esprime “sconcerto” per l’ipotesi di trasformare ABC da azienda di diritto pubblico a società di diritto privato, chiedendo che si proceda invece all’immediato rinnovo della concessione mantenendo l’attuale veste giuridica.

Nessun obbligo europeo impone la privatizzazione

Il punto centrale della lettera smonta uno degli argomenti più usati da chi, negli ultimi mesi, ha provato a presentare la trasformazione in SpA come un passaggio quasi obbligato: né la normativa europea né quella italiana, si legge nel documento, vietano l’esistenza di aziende speciali di diritto pubblico o il rinnovo delle concessioni già in essere. L’European Water Movement cita l’esempio della Francia, dove la “régie à autonomie financiaire et personnalité morale” – l’equivalente delle nostre aziende speciali – è scelta da un numero crescente di municipalità per la gestione del servizio idrico, con conferme puntuali a ogni tornata elettorale. In città come Parigi e Lione, si precisa, l’azienda di diritto pubblica funziona molto meglio rispetto a quelle di diritto privato.

Un argomento che si salda perfettamente con quanto denunciato da settimane sul territorio: comitati civici, il Forum dei movimenti per l’acqua, il missionario Alex Zanotelli e il giurista Alberto Lucarelli avevano già segnalato come esistesse una strada alternativa, quella della semplice proroga dell’affidamento ad ABC senza alcun passaggio societario – un parere legale notificato a Comune ed Ente idrico campano che, a quanto risulta, non ha mai ricevuto risposta.

I risultati di ABC messi a confronto con le “régies” europee

La lettera non si limita alla questione giuridica, ma entra nel merito dei risultati. Secondo l’European Water Movement, non esiste alcuna giustificazione di natura gestionale per modificare lo status di ABC, a fronte di un bilancio “più che soddisfacente” sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda la qualità del servizio, oltre alla partecipazione di cittadini e lavoratori prevista dallo statuto. Un modello che il movimento definisce mediamente più efficace di tante aziende di diritto privato, siano esse pubbliche, private o miste, portando come termine di paragone le “régies” di Parigi, Montpellier e Lione, che garantirebbero risultati migliori in termini di prezzo e qualità rispetto agli equivalenti gestori privati.

È lo stesso argomento che da mesi accompagna le proteste napoletane, e che rende ancora più difficile comprendere le ragioni di una svolta che, come ha sottolineato duramente l’ex sindaco Luigi de Magistris, cambierebbe la natura stessa del servizio: da bene comune sottratto alle logiche di mercato a soggetto potenzialmente esposto, prima o poi, a una logica di profitto – anche restando, sulla carta, a capitale interamente pubblico.

La garanzia di lungo periodo che la SpA non offre

Il cuore politico della lettera sta proprio qui: per l’European Water Movement, la conferma dello status di azienda speciale non è solo una scelta simbolica, ma l’unica strada che permetterebbe di rinnovare subito la concessione per i prossimi trent’anni, blindando nel tempo la natura pubblica del servizio. La trasformazione in SpA, anche a capitale interamente pubblico, non offrirebbe le stesse garanzie nel medio-lungo periodo: la veste giuridica privata, ricorda il movimento, non assicura il mantenimento di una gestione totalmente pubblica e partecipata, aprendo varchi che con un’azienda speciale semplicemente non esisterebbero.

Una preoccupazione che riecheggia quella già espressa da Lucarelli, secondo cui la trasformazione in Spa rappresenterebbe solo il primo passo di un percorso che, passo dopo passo, potrebbe portare all’ingresso di soci privati – proprio come, secondo i comitati, starebbe già avvenendo con altri beni pubblici cittadini, dal progetto Bagnoli legato all’America’s Cup in poi.

Il richiamo al referendum del 2011 e la palla ora a Fico

Chiudendo la lettera, l’European Water Movement richiama esplicitamente l’esito del referendum del 2011, ricordando che la conferma di ABC come azienda speciale andrebbe anche nel rispetto della volontà popolare espressa in quella consultazione e dei principi portati avanti dai movimenti per l’acqua pubblica in Italia, in Europa e nel mondo. Un appello che arriva mentre le mobilitazioni napoletane non si fermano, e che aggiunge peso internazionale a una battaglia che i comitati locali definiscono da tempo non solo cittadina, ma nazionale.

Resta ora da capire quale sarà la risposta del Comune di Napoli e, soprattutto, della Regione Campania: il presidente Fico, destinatario diretto della lettera insieme a Manfredi, non ha finora preso posizione pubblica sulla vicenda, nonostante le richieste di confronto avanzate dai movimenti durante il corteo del 24 luglio, il giorno stesso dell’approvazione della delibera che ha aperto la strada alla trasformazione di ABC in SpA.

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