Campi Flegrei, raddoppia il valore dell’anidride carbonica: che significa e cosa evitare

Campi Flegrei e rischio eruzione


Risulta quasi raddoppiato il valore di CO2, anidride carbonica, nell’ultimo bollettino settimanale dedicato al monitoraggio dei Campi Flegrei, a seguito dei terremoti registrati.

Terremoti Campi Flegrei: raddoppia il valore dell’anidride carbonica

Nella settimana dal 28 settembre al 4 ottobre 2026, nell’area dei Campi Flegrei, sono stati localizzati 23 terremoti. Dagli inizi di febbraio 2026, la velocità media mensile di sollevamento nella zona di massima deformazione è di circa 10±3 mm/mese. I parametri geochimici monitorati si mantengono nel quadro dei trend di lungo termine di riscaldamento del sistema idrotermale e di aumento dei flussi già noti.

“Il flusso di CO2 misurato dalla stazione FLXOV8 a Pisciarelli ha mostrato un aumento significativo dei valori, quasi raddoppiato. L’aumento di flusso non interessa le altre stazioni ne le misure di flusso discrete, suggerendo una variazione locale del processo di degassamento. La temperatura della fumarola BG, nel cratere della Solfatara, negli ultimi anni ha mostrato un significativo aumento, il valore medio nel periodo di riferimento risulta stabile a circa 173 °C” – si legge nel bollettino.

Sulla base del quadro attuale, al momento non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine. Quanto all’aumento di CO2, già negli scorsi mesi l’Osservatorio Vesuviano aveva richiamato l’attenzione sulle notevoli emissioni di gas, in particolare di anidride carbonica che potrebbe rivelarsi pericolosa per la salute umana.

“Insieme al fenomeno del bradisismo e al rischio vulcanico, l’area dei Campi Flegrei è interessata anche da emissioni di gas vulcanici dal suolo, in particolare nelle aree di Pisciarelli e Solfatara. Alcuni di questi gas, in concentrazioni elevate, possono essere pericolosi per la salute umana e degli animali“ – si legge in una nota diffusa lo scorso anno dalla Protezione Civile della Regione Campania.

“In particolare, l’anidride carbonica (CO2), essendo inodore e incolore, è particolarmente insidiosa. Per questo, l’accesso ad alcune zone particolarmente interessate da questo fenomeno potrebbe essere limitato da ordinanze del sindaco. ovviamente questa rilevazione si riferisce ad ambienti chiusi e sotterranei“.

Sostanzialmente, nei luoghi chiusi, l’anidride carbonica provocherebbe la mancanza di ossigeno. Nel documento “Conoscere la caldera”, realizzato nell’ambito della campagna “Io non rischio” dedicata ai Campi Flegrei, si descrive cosa bisogna fare in caso di rischio gas vulcanici. Per prima cosa è necessario evitare zone e strutture depresse dove possano accumularsi gas vulcanici come cantine, garage, piscine vuote, canali di raccolta delle acque, cisterne interrate, pozzi e simili.

In secondo luogo bisogna evitare le aree vicine alle emissioni di gas vulcanici, soprattutto durante le ore notturne e in condizioni meteorologiche sfavorevoli (assenza di vento, nuvolosità, presenza di nebbia). Se si notano situazioni potenzialmente pericolose connesse all’emissione di gas vulcanici, come la presenza di animali morti senza motivi apparenti, bisogna allontanarsi immediatamente e informare subito i Vigili del Fuoco o la Polizia locale.


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