Franco, l’ex operaio torrese che torna dall’Emilia e ora non ha casa

Tasi, casa

Passeggiare per strada, è il modo migliore per aprire gli occhi e notare quante cose sbagliate esistono al mondo, ma la colpa di chi è? Chi bisogna incolpare se c’è gente che scava tra i rifiuti per mangiare qualcosa, o se esistono persone che dormono sotto i porticati e che spesso sono costrette ad occupare?

Molto spesso, quelle stesse persone che per strada si arrangiano, cercando un riparo e qualcosa da mangiare, sono proprio quelle che qualche anno prima, dignitosamente provavano a vivere una vita regolare, con un lavoro che anche se in modo stentato gli permetteva loro un alloggio e un piatto a tavola.

E’ questo il caso di Franco,  ex operaio che per anni ha lavorato in una fabbrica in Emilia,  e che dopo è stato costretto a tornare a Torre del Greco per colpa della grande crisi economica che ha colpito le aziende e le fabbriche di tutto il paese. Franco probabilmente non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi per strada a cercare un alloggio momentaneo o ad occupare un posto per dormire, non avrebbe mai immaginato di dover essere mandato via anche da un alloggio improvvisato, perchè sicuramente la sua prospettiva e aspettativa di vita era diversa da quella che poi il destino gli ha riservato. Franco oggi è un caso sotto gli occhi di tutti e alcune organizzazioni  di Torre del Greco, quali  CSOA Sementificio Liberato – Antifascisti Vesuviani -Vesuvio Libertario – www.vesuvioantifa.wordpress.org, hanno redatto un comunicato per spiegare il loro punto di vista in merito alla storia di Franco.

Ecco il comunicato:

Franco non è l’ unico, l’ abitare è un diritto!

La mattina del 5 gennaio Franco veniva sgomberato da un alloggio di fortuna che si era ricavato in Via
XX Settembre, il popolare ‘Rio’, con l’ausilio di vigili urbani accompagnati dal proprietario dell’intero
stabile, che possedeva da tempo un basso in stato di incuria ed abbandono.

Perché Franco ha dovuto occupare casa?

Le condizioni di Franco sono note a chiunque sia transitato in Piazza Luigi Palomba durante quest’anno,
perché ripetutamente è stato costretto a trovare riparo sull’androne del palazzo dove si trova
l’autoscuola Bove. Ex operaio, tornato a Torre dopo una vita trascorsa in fabbrica nella laboriosa Emilia
colpita dalla crisi economica, in pochi attimi ha subito anche il dramma di uno sfratto (l’affitto è stato più
che triplicato nel giro di un anno dal noto Avv.Salvatore Polese).
Lo scorso aprile Franco aveva trovato la sua giusta dimensione all’interno del centro sociale occupato
autogestito Sementificio Liberato, all’interno del quale attraverso l’autoproduzione e la vita in comune
aveva trovato, insieme a un tetto, una nuova prospettiva di vita. Anche quell’esperienza è culminata con
uno sgombero coatto delle forze dell’ordine dirette dal sindaco Borriello.

Le istituzioni che hanno represso con tanta solerzia ora risolveranno il dramma di Franco?

L’amministrazione comunale di Torre del Greco sinora ha dato un’unica risposta alle esigenze di
Franco, una breve ed insulsa “villeggiatura” presso una struttura alberghiera a Boscotrecase, quasi
impossibile da raggiungere per chi non possiede mezzi di trasporto né di sussistenza seppur minimi. La
sola risposta reale per Franco è stata la solidarietà ed il mutualismo espresso dal suo quartiere natio, nel
quale riesce a barcamenarsi e a guadagnarsi da vivere con mille lavoretti e piaceri.
Abbiamo imparato a conoscere il vero volto della giunta Borriello, forte coi deboli e pronta a scendere a
compromessi con le lobby torresi. Abbiamo subito uno sgombero teso a difendere la rendita
patrimoniale e mettere a tacere la vergogna sulla speculazione immobiliare del Sementificio di Via Lava
Troia da parte degli enti locali.
Nei mesi scorsi abbiamo riassistito alla solerzia dell’amministrazione comunale nell’impedire l’apertura
di un centro di accoglienza per migranti perché la stessa giunta temeva di perdere i consensi dei fascisti
e dei razzisti della nostra città. Tutto ciò è avvenuto solo in seguito ad una valida speculazione fatta in
pochi giorni su un immobile che era un ex ristorante e trasformato ad uso abitativo da una sconosciuta
cooperativa di nome Santa Croce.

L’Abitare è un diritto!

Ancora oggi si continua a speculare su immobili in centri urbani asfissianti più semplicemente definibili conglomerati di cemento dove sempre più spesso si incontrano abitazioni sfitte da tempo (solitamente di grandi palazzinari) e contemporaneamente troviamo 3 nuclei familiari nella stessa casa,o ancora peggio sotto qualche porticato.
Franco pretende che lo sceriffo Borriello utilizzi la stessa celerità adottata nella chiusura del centro di accoglienza di via Montedoro e nel reprimere alternative di vita com’era il Sementificio per ottenere un alloggio dignitoso, che altrimenti come ha fatto recentemente in via XX settembre con l’aiuto di alcuni compagni rioccuperà qualunque stabile sottoposto all’incuria delle istituzioni e degli affari privati.

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