Scandalo cassonetti gialli: gli abiti per i poveri sono oro per la camorra

Cassonetti gialli per raccolta abiti

Nelle strade di moltissime città italiane vi sono cassonetti appositi per la raccolta di abiti usati e ormai dismessi che si intendono donare alle persone meno fortunate di noi: dove vanno a finire questi abiti, ve lo siete mai chiesti?

Teoricamente, la raccolta degli abiti usati ha lo scopo di aiutare le persone in difficoltà, regalando loro materiale di abbigliamento usato ma comunque in buono stato, che possa essere indossato facendo una seconda vita prima di finire in pattumiera. Purtroppo però spesso non funziona così.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e in questa particolare situazione più che il mare troviamo la camorra ad ostacolare e dirigere le situazioni inerenti ai cassonetti gialli degli abiti. A questa conclusione si è arrivati attraverso le indagini che fanno parte del filone di Mafia Capitale, e riguarda le regioni Lazio, Abruzzo e Campania.

L’Espresso fa luce in merito alla situazione dei cassonetti. Gli abiti destinati ai meno fortunati sono fonte di immensa ricchezza per la malavita che avendo fiutato profumo di soldi ha subito messo in atto un’organizzazione per moltiplicare gli incassi .

Nessuna attività di beneficenza, gli abiti dismessi erano monete d’oro per alcune cooperative addette alla raccolta tramite appalti pubblici indicati dalle amministrazioni senza alcuna gara.

Certificati falsi firmati e controfirmati dichiaravano la normale procedura secondo cui gli abiti venivano igienizzati secondo le regole e poi smistati ai più bisognosi, tuttavia niente di tutto ciò accadeva, quei vestiti erano pronti a partire per l’estero con un valore variabile dai 35 ai 58 centesimi per ogni chilo.

Un giro d’affari vero e proprio a discapito dei meno fortunati, un metodo di guadagno che ha portato all’arresto di 14 persone coinvolte.  Quei cassonetti non svolgevano l’utilizzo sperato e per ogni indumento donato in buona fede, ognuno ha contribuito ad arricchire la camorra. Possibile che anche l’altruismo e la beneficenza vengano così miseramente strumentalizzati?

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