Morte Bisceglia, Marfella: “Schiavone parlò di strani incidenti…”

Marfella

La morte del pm della Procura di Napoli Federico Bisceglia, desta molti dubbi soprattutto nelle sue modalità. Il magistrato aveva condotto indagini sui reati ambientali della Terra dei Fuochi e stava indagando anche sulla morte a Caivano della piccola Fortuna.

A scatenare questi sospetti è stato l’oncologo del Pascale Antonio Marfella, che collabora fianco a fianco con Don Maurizio Patriciello, in prima linea nella lotta ai roghi e agli sversamenti illegali di veleni. “L’improvvisa scomparsa di queste ore del Magistrato Federico Bisceglia, – dichiara Marfella – mi obbliga a dare ben differente peso alle dichiarazioni che ci furono fatte dal pentito Carmine Schiavone, anch’egli improvvisamente scomparso in questi giorni, durante l’incontro con Padre Maurizio Patriciello“.

Durante un recente incontro, Schiavone avrebbe riferito al medico e a don Maurizio Patriciello, di “fare attenzione agli strani incidenti” riferendosi anche alla morte, avvenuta in Sicilia nel 2004, del Generale Gennaro Niglio, dopo aver indagato per lungo tempo sugli affari di Cosa Nostra. “Un avvertimento fatto a me. Ora ho davvero paura“, conclude l’oncologo.

A nome non solo mio, ma di tutto il popolo campano, urlo con quanta piu’ forza ho in corpo: dateci certezza assoluta che sia stato solo un semplice incidente stradale. – ha affermato a Road tv ItaliaAll’epoca dell’incidente stradale del Generale dei Carabinieri Gennaro Niglio, girarono voci che aveva avuto quell’incidente perché si era avvicinato troppo alle ‘coperture’ di cui godeva Bernardo Provenzano ancora latitante. Oggi,  l’incidente stradale del Magistrato Federico Bisceglia della Procura di Napoli nord, pochi giorni dopo l’altrettanto improvvisa scomparsa del pentito Carmine Schiavone, che ci metteva in guardia su possibili incidenti stradali alla ‘Gennaro Niglio’, sinceramente, mi terrorizza. Sia fatta massima chiarezza, sia data certezza assoluta che si sia trattato solo di una drammatica coincidenza e di una terribile fatalità“, conclude Marfella.

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